Ed allora, in barba all'omofobia (è proprio il caso di dirlo), alla 59^ edizione dell'Eurovision Song Contest 2014 (il vecchio Eurofestival) ha trionfato Thomas Neuwirth, in arte Conchita Wurst.

Sinuoso e straniante con la sua barbetta curata su quel viso esile, incorniciato da una folta e fluente chioma, su di un corpo inguainato in un aderentissimo e sexy abito di lamé e paillettes. Come era prevedibile (e calcolato?) lo spettacolo e la polemica è servita.

Come si capisce dal nome di battesimo, Thomas è un venticinquenne maschietto austriaco e dichiara apertamente di non voler diventare una donna. Lui non è un transessuale, si definisce un gender-neutral.

Roba troppo complicata per le stupide menti che si alimentano di intolleranza omofoba. Roba da farle andare in tilt. Non a caso è proprio dalla capitale dell'omofobia internazionale costituita oramai dalla Russia del macho Putin che sono venute, come di rito, le bordate più insensate e addirittura tentativi di boicottaggio della gara canora.

Ma la musica, la musica ribelle….ha compiuto il miracolo di far superare l'apparenza, l'intolleranza, il disturbo per la diversità e di andare dritto alla sostanza. Così sul palco di Copenaghen è stata premiata la bontà dell'esibizione e del brano ("Rise Like a Phoenix") presentato in gara. Ed ecco che una "drag queen" diventa, imprevedibilmente, la regina dell'Europa canora.

Così è ancora dal vecchio e acciaccato continente, un po' in affanno in queste settimane elettorali con un voto che ne segnerà il futuro prossimo e di lungo respiro, che giunge un segnale forte di civiltà.

Perché questa vicenda, per dirla con le parole del vincitore Thomas, al netto dell'aspetto musicale è evidentemente una vittoria di "tutti coloro che credono in un futuro di pace e libertà".

Sicuramente è stata la prima vittoria messa a segno dall'Austria nei 48 anni di vita di questa gara canora. La stessa Austria che ne ospiterà l'edizione 2015.

Per la cronaca, niente da fare per la nostra Emma Marrone che ha chiuso al 21° posto la sua esperienza in eurovisione.

Ma data la piega, essendo ben noto il suo impegno sociale, la sconfitta sarà stata forse meno amara.

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