Quel maledetto novembre. Si è portato via tutto. Persone già piegate dalla crisi economica sono state costrette a conoscere ancor più da vicino la sofferenza e la povertà.

La miseria non la si conosce mai tanto bene fino a quando non ti viene a trovare, e allora iniziano a stridere i denti pensando ai sacrifici passati. La vita purtroppo è troppo breve per poter permettere pienamente a quelle persone di potersi rifare. Rimarrà sempre una cicatrice profonda nel cuore. Righeranno sempre migliaia di volti le lacrime amare alimentate dal terribile ricordo.

Ed è proprio in ricordo a queste persone che è stato organizzato lo spettacolo "Sardegna chi_ama" che si è tenuto a fine maggio nell'Arena di sant'Elia di Cagliati presieduto dal jazzista sardo Paolo Fresu. Tra la vendita dei biglietti per il detto spettacolo e donazioni volontarie è stata raggiunta una cifra quasi pari ai 210.000 euro, di cui 180.000 euro sono già stati stanziati per essere destinati alle riqualificazioni di ben nove scuole colpite dall'alluvione. Il jazzista a suo dire, ambisce a portare il tutto all'attenzione del Capo dello Stato. Gli auguriamo di riuscire nell'impresa, e soprattutto che gli sia utile.

La terra sarda purtroppo per inspiegabili motivi risulta essere tutt'oggi una tra le più abbandonate a se stesse in Italia; probabilmente per le difficoltà che comporta la posizione geografica particolarmente più isolata rispetto ad altre isole.

Purtroppo però, quando alla posizione geografica svantaggiata ci si aggiunge anche l'essere disonesti e meschini degli uomini le cose peggiorano a dismisura.

Sì quel maledettissimo disastro dovuto alla irrefrenabile forza della natura, è stato principalmente il frutto spregevole della condotta depravata di alcune persone, che a suo tempo permisero la costruzione di interi quartieri e intere cittadine su letti di fiumi.

Si sa che benché un fiume sia in secca per decenni, basta una stagione di piogge straordinaria per far tornare la piena. E' detto comune che "l'acqua fa sempre la stessa strada", ma l'avidità e l'egoismo di certi personaggi ha fatto smarrire la retta via anche a chi la perseguiva, e certe persone si sono ritrovate ad avere come principale priorità l'arricchirsi a qualsiasi costo, anche se questo avesse comportato danni a terzi.

Anche se questo avesse comportato danni ai propri figli, o ai propri nipoti. Ed è proprio quello che è successo. Forse i responsabili veri di questo vergognoso disastro non sono quelli attualmente, forse hanno finito la loro corsa ormai da tempo in tutti i sensi, e se ne sono andati come speravano di non andarsene: a mani vuote. Hanno tradito e leso il prossimo (diretti discendenti compresi) per decenni per scopi prettamente egoistici per finire comunque un metro e mezzo sotto terra a mani congiunte e con le tasche vuote. 

L'augurio che possiamo fare agli abitanti sardi è quello di potersi riprendere il prima possibile da questo scossone da loro subito, anche se certamente c'è da riconoscere che non sarà affatto facile digerire un tale crimine nei loro confronti.

Ci vorrà forse un'intero cambio generazionale per poter del tutto metabolizzare la sconfitta impostagli da impostori governanti, ma poco alla volta, magari con l'aiuto di persone veramente interessate a loro, possono riuscire a ricostruirsi una vita dignitosa in un'Italia che si vanta costantemente di essere una grande eccellenza nel mondo quando invece sta dimostrando sempre più di pensare a come ci vedono all'estero e non alle condizioni disastrate che ci soccombono quotidianamente.