Welcome to New York inaugura l'innovativa modalità di distribuzione chiamata "e-cinema", ovvero la distribuzione di un film direttamente on-line utilizzando la modalità video on-demand e saltando così il tradizionale passaggio nelle sale cinematografiche. Le principali piattaforme disponibili per la diffusione in streaming sono: Anicaondemand, Chili, Cubovision, Google Play, Infinity, iTunes, Mymovies e Premium Play. Protagonista della pellicola è Gèrard Depardieu che interpreta Mr. Devereaux. Al suo fianco, nel ruolo della moglie pluritradita, c'è Jacqueline Bisset (Simone).

Si tratta della storia di un personaggio politico molto potente ed influente che però vede andar la propria vita in rovina a causa della sua sessodipendenza irrefrenabile. Deveraux è solito circondarsi di segretarie sexy disponibili in ufficio e ama partecipare a festini sexy negli alberghi con escort extralusso. Ma ciò non gli basta. La sua ossessione per il sesso lo porta a tentare approcci con qualsiasi ragazza che gli capiti a tiro. Se è vero che alcune volte gli va bene, come nel caso della bella Marie che riesce a portare a letto senza eccessive difficoltà, altre volte non è così. Proprio in albergo tenta di sedurre una cameriera di colore forzandola a procurargli del sesso orale ma la ragazza si rifiuta, si divincola, scappa via e in seguito lo denuncia.

Da questo episodio inizia per Deveraux un lungo calvario. Accusato addirittura di stupro è costretto a dimostrare la propria innocenza. La moglie Simone, nonostante ce l'abbia col marito, lo aiuta e gli consente di uscire di prigione pagando una salatissima cauzione. Deveraux, inviato da Simone da uno psicologo, non può cambiare la propria natura e difatti tenta di possedere anche una giornalista che avrebbe dovuto intervistarlo. In tal caso la ragazza, aggredita sessualmente, fugge via mezza nuda. Si tratta di un film sicuramente interessante con una buona prova di Depardieu. Le scene di sesso vengono più che accennate ma mai in modo del tutto esplicito o esageratamente volgare. In evidenza i contrasti caratteriali e ideologici tra la moglie, piuttosto snob e arrivista, che avrebbe voluto vedere il coniuge alla guida del paese come presidente, e lo stesso marito incapace di rinunciare al suo vizio che gli rende, al tempo stesso, la fama di donnaiolo e la vita infernale.

Il film, a mio modo di vedere, pur avendo buone idee di base, si perde alla distanza nello sviluppo terminando in maniera un po' monca. Una parte così saliente come il processo, in cui il protagonista rischia di prendere 20 anni di galera per stupro (salvo ipotesi fortunosa dell'archiviazione del caso per mancanza di tutti gli elementi) andava a mio avviso rappresentata. E' un po' un dipinto dell'icona classica del politico non esente da macchie (in questo caso sessuali) con ampie riflessioni esistenziali.