"Nel cuore di Verona, teatro della storia, la ruggine di un odio di cui non si ha memoria corrode senza pace due nobili casati: Montecchi da una parte, dall'altra Capuleti. Dai due fatali lombi poi sbocciano due fiori, ragazzi che alle grida oppongono sospiri. Segnati dalle stelle andranno fino in fondo, lasciando scritto in Terra 'Ama e cambia il mondo'."

Esistono storie che il tempo, nel suo inesorabile fluire, non riesce a portare via con sé, storie che vanno oltre la vita e sfidano la morte, superano le barriere dello spazio e diventano vessillo dell'universalità dei sentimenti.

Sono le storie che dialogano col cuore, che riescono a sublimare le emozioni, che sanno guidare l'animo nei labirinti del sogno. Quella di Romeo e di Giulietta è una di queste storie: narrata nel capolavoro letterario di William Shakespeare, essa rivive incessantemente attraverso l'arte, la scrittura, il cinema, il teatro.

Dopo l'enorme successo riscosso con "Notre Dame de Paris", David Zard torna ad affascinare le platee con la produzione di un nuovo, colossale musical, che riporta trionfalmente in scena la storia dei due giovani amanti di Verona.

"Romeo e Giulietta - Ama e cambia il mondo" è un'opera di forte impatto emotivo, che riesce a penetrare nei più reconditi angoli dell'animo, trascinando lo spettatore dentro la storia, rendendolo empaticamente partecipe, conducendolo in un vortice di suggestioni, spesso impreviste ed imprevedibili. Amore e odio, allegria e disperazione, speranza e rancore, commedia e tragedia, vita e morte si rincorrono senza tregua, in un raffinato mix di elementi classici e innovazione, di riferimenti letterari e contenuti moderni, di atmosfere oniriche e tecnologia. 

Lo spettacolo incanta e seduce.

Tutto il cast, in ogni ambito artistico, spicca per bravura, professionalità e talento: magistrali sia le interpretazioni dei protagonisti, Davide Merlini (Romeo) e Giulia Luzi (Giulietta), che di tutti i personaggi che ruotano attorno alla loro vicenda, da Luca Giacomelli Ferrarini (col suo geniale Mercuzio) a Riccardo Maccaferri (Benvolio), passando per Gianluca Merolli (Tebaldo), Leonardo di Minno (Principe), Vittorio Matteucci (Conte Capuleti), Barbara Cola (Lady Capuleti), Roberta Faccani (Lady Montecchi), Silvia Querci (nutrice), Giò Tortorelli (Frate Lorenzo).

Tra ritmi incalzanti e coinvolgenti, mai piatti o banali, si muove un eccezionale corpo di ballo, guidato dalla coreografa Veronica Peparini. La regia è di Giuliano Peparini, le musiche e il libretto sono frutto dell'ingegno di Gérard Presgurvic, versione italiana di Vincenzo Incenzo.

La scenografia, monumentale e fortemente realistica, si avvale del video mapping, recente tecnologia digitale applicata al mondo delle arti grafiche: le immagini, proiettate su pannelli in continuo movimento, creano ambienti tridimensionali, che non fanno semplicemente da sfondo allo svolgersi degli eventi, ma ne diventano protagonisti insieme agli attori.

L'astio tra le due famiglie è amplificato dalle cromie e dalle simmetrie: il blu e il rosso si stendono a destra e a sinistra, si sfiorano senza mai toccarsi, fino alla scena finale, "l'ultimo corteo di Giulietta e Romeo", in cui trionfa il bianco che, in nome di quell'amore che cambia il mondo, cancella colori e nomi. "Questa mattina è foriera di una pace che rattrista. Il sole, per dolore, non mostrerà la sua faccia.

Alcuni saranno perdonati, altri puniti. Poiché non ci fu storia mai più pietosa di questa, di Giulietta e del suo Romeo". 

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