Nelle ultime settimane, tra la fine del 2014 e l'inizio del 2015, il panorama musicale italiano e internazionale è stato scosso dalla scomparsa di Mango, Pino Daniele e Joe Cocker. Se la dipartita di quest'ultimo, davvero uno dei "mostri sacri" della musica del globo, icona della "rivoluzione" di Woodstock del 1969, poteva anche essere attesa in quanto da tempo ammalato, Mango, com'è noto, è morto a causa di un infarto, secondo le notizie diramate, proprio mentre si esibiva in un concerto di beneficenza a Policoro, nella sua Basilicata e sempre a causa di un infarto è venuto improvvisamente a mancare anche Pino Daniele, quasi coetaneo di Mango, che pochi giorni prima aveva salutato il nuovo anno esibendosi a Courmayeur nel tradizionale programma della Rai del 31 dicembre.

I personaggi dello spettacolo, e della musica in particolare, segnano la nostra esistenza con le loro note e con le loro voci: difficile non accomunare gli stati d'animo di ognuno di noi alle emozioni che si provano ascoltando "Napule è" o "Mediterraneo", così com'è stato dopo la scomparsa di Lucio Dalla, Lucio Battisti, Fabrizio de Andrè, Giorgio Gaber, Enzo Jannacci, Luigi Tenco, tanto per citarne alcuni. La vita di un Paese è legata anche alle colonne sonore della sua storia. Ecco perché sentiamo un vuoto alla loro scomparsa. Peraltro, nel caso di Pino Daniele, autore di notevole grandezza che ha sperimentato, con successo, l'incrocio tra la tradizione della "lingua" napoletana con il blues, il jazz e altri ritmi dell'intero pianeta, ci siamo trovati di fronte ad un "ambasciatore" della musica italiana di rango nel mondo, uno dei pochi nostri cantautori apprezzato in ogni continente.

Ancorché premature, le scomparse di Mango e Pino Daniele, due artisti con la "A" maiuscola, sono eventi che, purtroppo, esprimono il mancato progressivo ricambio degli autori della canzone "di qualità", che rimane, in Italia, rappresentata oggi solo da Gino Paoli, Francesco Guccini, Franco Battiato e pochi altri. Ecco perché il vuoto che si sente per la scomparsa di Mango e Pino Daniele è ancora più forte.