Quando Sherlock va agli Oscar cosa ci si può aspettare? Sicuramente un duello all'ultimo sangue, visto che i contendenti alla statuetta dorata sono Steve Carrell, Bradley Cooper, Michael Keaton ed Eddie Redmayne. È soprattutto con quest'ultimo che Cumberbatch se la deve vedere: non solo perché entrambi hanno regalato al pubblico mondiale performance a dir poco sublimi, ma anche perché entrambi interpretano scienziati tanto geniali quanto discutibili; inoltre, vale la pena ricordare che Cumberbatch interpretò a sua volta Hawking per la BBC nel 2004.

Cumberbatch ha alle spalle interpretazioni non convenzionali, spesso sopra le righe, tutte assolutamente magistrali: è stato il maniaco sessuale in Espiazione, Khan in Star Trek, Julian Assange in Quinto Potere, William Ford in 12 anni schiavo, il drago Smaug in Lo Hobbit, per citare i suoi film più famosi. E, ovviamente, il ruolo che gli ha dato fama, Sherlock Holmes trapiantato nel nostro secolo.

Nella sua ultima impresa recita magistralmente nelle vesti di Alan Turing (per la terza volta, un genio della scienza), crittografo omosessuale della Seconda Guerra Mondiale. Balbuziente, paranoico, geniale e asociale, ma anche disponibile alla novità, cioè a lavorare in gruppo, per risolvere il Codice Enigma, Turing ci piace, nonostante i suoi difetti. Matteo Bordone, nel suo articolo Come vinsi la guerra con la matematica, al di là delle critiche negative mosse al carattere spoglio del film e all'interpretazione fuori dagli schemi di Cumberbatch, sottolinea come Turing, gay in un'epoca omofoba, sia costretto ad amare il suo lavoro: per questo, oltre che per la memoria del primo amore, è molto toccante il legame con la macchina, il rudimentale computer che è il centro della sua vita, a cui si rivolge come all'innamorato.

Cumberbatch, però, malgrado sia conosciuto come straordinario attore drammatico, come uomo è distante dall'immagine tragica dei suoi personaggi: non è bello secondo il canone di Hollywood, però ha il fascino elegante e distorto di attori come Tim Roth e Adrien Brody (in più, ha anche un gruppo di fan, le Cumberbitches) ed è pure divertente (note sono le sue photobomb, tra cui quella con gli U2 e quella con Meryl Streep). Non possiamo che fargli i nostri migliori auguri, la guerra degli Oscar è aperta.

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