Fosse per Nick Mason, il batterista, i Pink Floyd potrebbero tornare pure domani mattina. Fosse per Roger Waters, il bassista, più o meno pure. Il solo (dei superstiti) che si oppone è, come noto, David Gilmour. Il chitarrista, come ha fatto anche recentemente, non perde occasione per affermare che per lui i Floyd sono una cosa del passato. Stretto tra il passato e il futuro, Waters, dopo aver fatto rimbombare in tutto il mondo la sua visione di "The wall", ora anch'egli si rivolge al futuro. E, ad oltre vent'anni dal suo ultimo album rock, "Amused to death" del 1992, annuncia che è pieno di nuove idee.

Intervistato nel quadro della promozione del suo film-concerto "Roger Waters The Wall", il musicista britannico, giunto alle 72 primavere, ha riferito che sta lavorando alacremente. Roger, classe '43, nato a Great Bookham nel Surrey, ha detto d'essere all'opera su una radiocommedia. Il lavoro non ha ancora un titolo preciso. Le canzoni (rock) che correderanno la radiocommedia potrebbero costituire un suo nuovo album. E il nuovo album, a sua volta, potrebbe sfociare in uno show da portare nelle arene e negli stadi.

Sebbene il tutto sia ancora in divenire, Waters, sposato con la quarta moglie Laurie Durning, ha affermato che il lavoro è imperniato su due personaggi - un anziano e un bambino - che abitano a Belfast. Sebbene distanti anagraficamente, entrambi vogliono capire la stessa cosa: e cioè perché nelle guerre, ma non solo, ammazzano pure i bambini. Così i due salgono su un tappeto magico che li porta in volo in vari posti. I demo di alcuni pezzi sono già stati registrati. Roger li ha assemblati a Los Angeles col produttore Nigel Godrich, conosciuto al grande pubblico specialmente per il suo impegno al fianco dei Radiohead. E quando ritiene che il lavoro sarà pronto? "Non lo so", ha detto. "Questa roba non è facile".

La prima anticipazione

Il primo assaggio dal nuovo sforzo watersiano è una canzone, "Crystal clear brooks", che il musicista ha eseguito alla fine dello scorso luglio al Newport Folk Festival. Alla kermesse, famosa per la cosiddetta svolta elettricadi Bob Dylan nel 1965, Roger ha proposto questa densa composizione che è parsa riecheggiare certe cose di "The wall". E che fine ha fatto il progetto "Heartland", del quale aveva parlato in precedenza e che era anche sembrato il suo prossimo album? "Heartland", ha spiegato, in realtà non era altro che una poesia da lui composta quando George W.

Bush fu rieletto. La poesia potrebbe riaffiorare in un prossimo futuro. Futuro che contempla un possibile grosso tour. "Sì,vorrei farlo se riesco", ha detto. "Sento d'avere dentro di me almeno un altro grande tour".

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