Come un po’ tutti ormai saprannoil 16 dicembre è uscito nei cinema italiani “Vacanze ai Caraibi”, il nuovo cinepanettone diretto da Neri Parenti che ci accompagnerà per tutte le festività natalizie nel buio delle sale nostrane. Era da parecchio tempo, e di preciso da ben tre anni, che il regista per eccellenza della commedia all’italiana sotto l’albero non si cimentava con il presente genere cinematografico, propriamente ambientato durante il periodo di Natale; una scelta quest’ultima dovuta probabilmente anche alla saturazione ed alla stanchezza nelle stagioni passate del mercato, e del pubblico in merito ad una tale tipologia d’intrattenimento indirizzato alle famiglie.

Il cast, oltre ad un irriducibile Christian De Sica ed al suo solito inarcuato sopracciglio, comprende persino Massimo Ghini, Angela Finocchiaro, Luca Argentero, Ilaria Spada ed il comico siculo Dario Bandiera.

Recensione

Il cinepanettone è stato da sempre un prodotto fabbricato in serie senza troppe pretese, del quale ci ricordiamo solo ed esclusivamente quando le feste invernali sono ormai alle porte, e da consumarsi preferibilmente prima della conclusione della ricorrenza natalizia, proprio come il tipico dolce da cui prende il nome. Nonostante ciò, con "Vacanze ai Caraibi" la categoria dei cinepanettoni in un certo senso si prende la sua rivincita personale dopo una sequela di commedie che negli anni si sono contraddistinte per un umorismo non poi così irresistibile.

Effettivamente, malgrado l’episodio che vede coinvolti Luca Argentero ed Ilaria Spada si dimostri un po’ deboluccio e l’approssimativa conclusione dei tre filoni narrativi, il film riesce nell’intento di far ridere di gusto lo spettatore in sala. Ovviamente non si sta parlando di qualcosa di rilevante, tuttavia, appoggiandosi al consono canovaccio ereditato dalla commedia dell’arte e dei “guitti” dell’improvvisazione, sulle buffe capacità espressive quali quelle diChristianDe Sica, Angela Finocchiaro, Dario Bandiera e Massimo Ghini, interpreti con una ritrovata verve comica e che si sono rivelati in una buona forma attoriale, il film è in grado di divertire con una considerevole continuità pur sfruttando mezzi puerili e basilari come lo slapstick, il gioco degli equivoci, le ammaccature genitali, gli immancabili trenini di Capodanno ed i volgari movimenti tellurico-intestinali, ma stavolta adoperati a dovere e responsabili di portare spesso, e volentieri il corrente cinepanettone ad autocitare se stesso, ironizzando sulla risata di bassa lega di cui si fa promotore.

Inoltre, è apprezzabile il tentativo da parte degli sceneggiatori di inserire nella pellicola una velata critica al “magna magna” generale imperante nel nostro paese ed alle consumistiche, alienanti tecno-ossessioni che abbracciano al giorno d’oggi le civiltà più sviluppate. Quindi, per chi volesse passare un allegro e spensierato pomeriggio in famiglia, magari dopo il pranzo del 25 dicembre, il nuovo film di Natale siglato Neri Parenti non sarà una scelta poi così riprovevole e da biasimare quest’anno.

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