Il circolo culturale TBGL "Harvey Milk" di Milano, il 29 gennaio 2016, ha organizzato un incontro presso la sede dell'associazione"Il Guado". Il titolo era: "Bisessualità: tra storia, società, cultura e attualità". Molta carne al fuoco, che è stata ripartita fra quattro relatori: Massimiliano Carta (MigraBo Lgbt); Davide D'Amato (attivista bisessuale); Luigia Sasso e Raffaele Yona Ladu (coniugi, redattori del blog"Biqueer"e fondatori dell'Associazione Lieviti).

La moderazione è spettata ad Alessandro Rizzo.

Identità e pregiudizio

Massimiliano Cartaha aperto la serata, trattando due concetti:"identità"e"pregiudizio".

Per la prima, ha illustrato due concezioni: quella essenzialista diJean-Luc Hennig(N. 1945), per cui è bisessuale chi realizza fisicamente le proprie pulsioni verso gli uomini e verso le donne; quella diidentità rizoma, meno rigida, aperta al dialogo e all'evoluzione.

Il discorso sul "pregiudizio" ha riguardato, invece, i modi in cui la bisessualità è stata rappresentata nel secolo scorso. Carta ha individuato tre fasi: 1) il primo Novecento, con Frida Kahlo, Tamara de Lempicka, Virginia Woolf; 2) laBeat Generation e la sua contestazione della "rispettabilità borghese"; 3) il Cinema italiano degli anni '70.

Per quest'ultimo, Carta ha sottolineato il ruolo della "cerchia emiliana", con registi qualiPier Paolo Pasolini,Liliana CavanieBernardo Bertolucci.

Gli anni '90 vedono "Les nuits fauves" (1992), film diCyril Collard - per la prima volta, autobiografico. Altro grande nome è quello del registaGus van Sant.In "Basic Instinct" (1992), la bisessualità è collegata alla condizione diserial killer.Gregg Arakila mostra in rapporto all'adolescenza.

Si approda poi agli anni Duemila, con"E la chiamano estate"(2012) e"La vie d'Adèle" (2013): la bisessualità è parte di un'ossessione, nel primo caso, e una fase di crescita personale, nel secondo.

L'intervento di Carta si è chiuso con l'augurio di vedere finalmente sugli schermi una storia bisex a lieto fine.

Luigia e Raffaele: arcobaleno e fiori d'arancio

Luigia Sassoha raccontato la difficoltà di dichiararsi bisessuali aVerona, almeno per la sua generazione.

La sua vicenda comincia con un marito amato e due figlie. Poi, il rapporto si deteriora e lei prende l'iniziativa della separazione.

Incontra Rita e nasce una relazione, tanto passionale quanto inaspettata. Insieme, le due donne crescono le figlie di Luigia. Si impegnano nell'attivismo; la Sasso diventa presidentessa diArcilesbica Verona.

Poi, cominciano i litigi. Dopo dieci anni, le compagne si separano. Nella vita di Luigia, entra il pacifico e affettuoso Raffaele. Si sposano. Ma come dirlo agli altri? Molte amiche lesbiche di Luigia voltano le spalle alla "traditrice". Altri "non la capiscono più".

Ma la coppia non si scoraggia. Si avvicina alcircolo Milk di Veronae fonda l'Associazione Lieviti, ora compresa nell'Arci. Morale della favola: "Chiudersi nell'armadio può salvare la vita, ma non la serenità.

Uscite dall'armadio."

Le sorprese di Kinsey

ADavide D'Amato, attivista calabrese, è spettato introdurre una figura quasi proverbiale: il biologo statunitenseAlfred Kinsey(1894-1956). Figlio di un pastore metodista, fu avviato dalla famiglia all'ingegneria; ma, presto, seguì la propria vocazione per le scienze naturali. Passò poi a studiare la sessualità umana.

Il suo campione era costituito da elementi del ceto medio-basso, con forti convenzioni nel campo del comportamento amoroso. Messe in condizioni di esprimersi liberamente, queste persone rivelarono pulsioni e relazioni molto più variegate, rispetto a quelle ufficiali.Ciò permise al biologo di elaborare la famosascala Kinsey degli orientamenti sessuali.

Essa fu un primo abbozzo dell'esplorazione di un campo ancora largamente ignoto.

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