Sta per uscire anche nelle sale italiane Creed, Nato per combattere, lo spin-off della saga di Rocky Balboa. Data la presenza da coprotagonista di quest'ultimo, la pellicola è da considerarsi in tutto e per tutto il settimo (e forse ultimo) capitolo della serie. Sylvester Stallone è infatti la nota migliore di un'orchestrazione che funziona solo in parte, bene soprattutto nella prima ora, poi qualcosa non convince. La recensione è divisa a metà, se dovessimo dare un voto sarebbe tra il 5 ed il 5 e mezzo. Il film è nelle sale americane dal 25 novembre, arriverà da noi il 14 gennaio.
In fondo trovate il trailer italiano.
Recensione Creed: Rocky allena il figlio di Apollo
La trama è già abbastanza nota, Adonis è un ragazzo difficile che, dopo aver passato l'infanzia in un riformatorio, scopre di essere il figlio del grande Apollo. Decide quindi di iniziare a combattere e va a Philadelphia ad incontrare quello che è stato il più grande rivale ed amico del padre, Rocky Balboa. Inizia così un'amicizia che lo porterà al grande match che tutti sognano. La sinossi non è originalissima, ma c'è una cura del dettaglio che non ci saremmo aspettati da un semplice action movie. In realtà infatti, più che un film d'azione, è una pellicola drammatica, il regista Ryan Coogler prova a ricreare le stesse atmosfere del primo Rocky, il dramma esistenziale del protagonista, le sue relazioni con il mondo, il suo essere un emarginato che cerca di risalire a dispetto della opprimente eredità paterna.
Gli americani ne sono entusiasti, le critiche a stelle e strisce hanno elogiato fortemente il film, c'è chi lo vuole addirittura all'Oscar, soprattutto per l'interpretazione di Stallone, e qui arriviamo alla sorpresa più piacevole della pellicola. L'ultimo Rocky è davvero commovente, il suo personaggio convince ancora una volta e ruba di netto lo schermo al protagonista. Questo Balboa invecchiato e (piccolo spoiler) malato, è addirittura straziante e fa dell'opera un degno capitolo dei predecessori. Per gli amanti della boxe, il film è sicuramente di buon livello, le scene pugilistiche sono ben curate, soprattutto per gli allenamenti, si respira aria di sport per tutto il film, insomma niente a che vedere con quella pagliacciata di Southpaw uscita qualche mese fa.
Stallone da Oscar?
Le recensione di Creed è molto positiva riguardo l'interpretazione di Sly, l'attore si trasforma quando veste i panni di Rocky, ancora una volta dà prova di essere un bravo interprete a dispetto dei troppi action movie da cassetta che ha interpretato. La sua recitazione è sommessa, misurata, ma sul punto di esplodere per il grande dolore e le amarezze che ancora si porta dentro (su tutte la morte di Adriana avvenuta nel precedente capitolo). Il problema del film però paradossalmente sta proprio in questo, il personaggio del protagonista non regge minimamente quello della sua carismatica spalla. Il dramma esistenziale di Adonis non coinvolge, risulta addirittura più interessante il ruolo di Bianca, la sua fidanzata cantante che sta per diventare completamente sorda e che accenna ai limiti ineluttabili che affliggono l'uomo, argomento però poco sviluppato.
Decisamente deludente poi il finale, abbastanza scontato e un po' troppo simile al precedente. Bene le fasi di allenamento, con la partecipazione di veri pugili comeAndre Ward e Tony Bellew, spettacolare il lungo pianosequenza del match tra Creed e Sporino, segno che le qualità tecniche per questo regista non mancano. Cliccate il tasto Segui per ricevere le prossime news.