Forse non tutti sanno che la policy di Facebook, in quanto a nudità, è assoluta. Gli algoritmi del popolarissimo social network scandagliano foto e video alla ricerca di nudità, o porzioni d'esse, con grande precisione, e ogni immagine contenente uno stralcio di pube o addirittura un capezzolo, viene bannata. Si è sfiorato il ridicolo quando la Corte di Parigi ha accettato una causa intentata daun utente, che dopo aver pubblicato il famoso quadro diGustave Courbet, "L'origine del mondo", si è visto bloccarel'account.

Facebook, niente sconti

Il popolare magazine ha commissionato al fotografo Maki Galimberti la copertina che preludeva a oltre venti articoli, un centinaio di pagine, finalizzati ad aprire un dibattito sulle guerre che si combattono "sul corpo delle donne". La copertina de "L'Espresso" censurata da Facebook ritrae una donna integralmente coperta, di fianco ad un'altra completamente svestita, in posa botticelliana.

Il capezzolo sinistro della modella nuda ha fatto scattare la censura.

Naturalmente, non è la prima volta che un utente eccellente si ritrova censurato da Facebook. Qualche tempo fa fu il turno di Vasco Rossi, colpevole (secondo il social network) di "eccitare" le fans, alcune delle quali si mostravano senza veli sulla sua pagina. Ne hanno fatto le spese anche il "Comitato per il diritto alla casa" o altri personaggi definiti "scomodi".

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Uno dei nodi è che, da statuto, le norme di Facebook dovrebbero valere per la California, sede legale del potente social network che, però, le applica indiscriminatamente in tutto il pianeta, senza alcuna distinzione tra "artistico" e "pornografico".

La questione, ovviamente, riapre il dibattito su ciò che perFacebook è considerato contro la morale (ricordate la crociata contro le mamme che allattano?).

Pagine piene di nudità che spesso rasentano la pornografia sembrano essere tollerate. Altre,spesso non vengono prontamente rimosse, ancorché segnalate, nonostante diffondano sentimenti negativi, o addirittura contengano messaggi di stampo razzista contro le minoranze. "L'Espresso" non ci sta: considera la sua copertina artistica e denuncia tutto in un articolo. Voi che ne pensate?Se volete rimanere aggiornati sull'argomento, potete cliccare su "Segui", in alto a destra.

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