Torino o Milano, Milano o Torino. Le due città del nord Italia ospiteranno, tra aprile e maggio, due eventi editoriali di prim'ordine, uno già famoso e rodato, l'altro sarà inaugurato quest'anno.

Da quasi trent'anni il Salone Internazionale del Libro di Torino si tiene a maggio, nel capoluogo piemontese, presso il Lingotto Fiere: dalle 100.000 presenze dichiarate e 553 espositori della prima edizione nel 1988, si è arrivatiai 127.596 visitatori e i 1.000 espositori attuali.

Tempo di Libri sarà inveceuna scoperta e ha come obiettivo quello di rivolgersi a chi non ha dimestichezza con i libri o l'ha persa nel tempo, cercando di riportare l'attenzione sulla meraviglia della lettura.

Salone del Libro: come nasce

Il Salone nasce nel 1988 da un'idea di due torinesi: il libraio Angelo Pezzana e l'imprenditore Guido Accornero. Potrebbe essere definito come la più grande libreria italiana del mondo, un enorme palcoscenico culturale che mette in scena piccoli e medi editori ai quali viene data l'opportunità di farsi conoscere e di presentare i loro lavori a prescindere dalle potenzialità economiche di ognuno. Tutti alla pari quindi, pesci grossi e piccoli, perché al centro di tutto c'è e deve esserci solo il libro, in tutte le sue forme.

Non solo stand espositivi però, il Salone è anche un importante festival culturale intorno al quale ruotano centinaia di eventi, presentazioni e incontri tra scrittori, amanti della lettura, addetti ai lavori e aspiranti tali.

Tempo di libri a Milano

A maggio Torino ospiteràil Salone come di consueto, mentre un mese primaMilano mette in scena"Tempo di libri", nuovo progetto di fiera che aprirà i battenti il prossimo aprile.“Se il tempo è il bene più prezioso che abbiamo a disposizione,Tempo di libri ci ricorderà quanti benefici si possono ricevere dal dedicarne una parte alla lettura.

E lo farà attraverso una formula aperta, dinamica, interattiva, plurale. Aperta a tutti i libri, tutto il pubblico, tutti i professionisti”, si legge nel comunicato.

Due appuntamenti in due mesi quindi e un'abbondanza di promozione del libro e della lettura che non farà di certo male. Chissà cosa ne pensano gli editori.

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