"Chi twitta e chi lotta", canterebbe oggi il "Rino nazionale". Mai come in questi giorni, il parere popolare si è riversato sui social network, dove le frenetiche dita degli italiani hanno trovato libero sfogo in merito al voto per il Referendum Costituzionale. E via coi "No", coi "Sì", coi "forse" che hanno generato centinaia e migliaia di post politici e politicanti, scatenando infinite diatribe sulle proprie o altrui bacheche senza esclusione di colpi: non ce n'è per nessuno, o meglio, ce n'è per tutti.

Facebook, il re dei social, è oramai diventato il "confessionale" preferito dagli italiani: ci si sfoga, ci si confronta (o scontra), si mettono per iscritto le proprie memorie e volontà, si fanno di pubblico dominio azioni o intenti che poco interesse suscitano tra le reti di amici. Stavolta, però, è scattato qualcosa di diverso: neanche il calcio - unico amore degli italiani - aveva mai prodotto un così tale coinvolgimento del mondo social e un così forte attaccamento alle proprie idee.

Il Referendum sui social, gli schieramenti

Proviamo a tracciare una mappa degli schieramenti referendari visti in azione in questi giorni di bagarre politica.

Tra i sostenitori del "No" spiccavano gli appartenenti al gruppo dei "paladini della Costituzione", ultimi baluardi pronti a difendere il testo italico con le unghie e con i denti (o magari anche solo con le parole!): e quindi via al coro dei "la Costituzione è sacra e non si tocca"; "la riforma è oscura e non riporta nel dettaglio quello che sarà il futuro del nostro Paese" e, non ultimo, "la democrazia è in pericolo e dobbiamo salvarla".

Dall'altra parte, tra i fautori del "Sì" gli irriducibili sognatori del cambiamento, i possessori di sfere di cristallo pronti a leggere un futuro migliore grazie alla riforma, i "bamboccioni" fiduciosi che "voglio fare un passo avanti e non tornare trent'anni indietro".

E poi loro, i rarissimi esemplari che tutti cercavano ma pochi trovavano, le mosche bianche sulle cui bacheche si giocava il destino dell'Italia, ovvero gli indecisi.

Alzi la mano chi non ha provato a convincere un indeciso! Sono loro che hanno deciso l'esito finale e i social lo confermano.

Il day after sui social

Il giorno dopo, nell'incertezza più totale sul futuro politico italiano, nel mondo social si fa la conta delle vittime. Famiglie ripudiate per divergenze sul voto, amicizie compromesse per un insulto di troppo o un "mi piace" di meno, o inaspettate intese con nemici degli amici. E si fanno largo nuovi proseliti tra quelli che hanno preferito non schierarsi per non compromettersi in alcun modo, quelli che "a prescindere da chi abbia votato sì o no, sono da condannare i toni di questa campagna, aspri e violenti".

Ecco, sono loro i moralisti del web.

Nei prossimi giorni si ritornerà alla normalità, forse. Rivogliamo i gattini!

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