Mentre negli Stati Uniti esce Southside with You di Richard Tanne, il film che racconta dell'amore tra il giovane Barack Obama e la sua Michelle, e nell'incombenza dell'esito delle presidenziali USA, ecco alcuni consigli per la visione in tema con l'imminente Election Day. Sperando di farvi cosa gradita, abbiamo omesso qualche titolo sin troppo conosciuto, in luogo di qualche possibile riscoperta. Buone visioni.

1. Alba di gloria di John Ford (1939)

Il giovane Abraham Lincoln si trasferisce a Springfield per intraprendere la professione di avvocato, e si dimostra subito un volitivo sostenitori dei diritti civili. Diretto da un maestro del western ingiustamente considerato un reazionario, è un film di grande passione etica, che fa luce su un momento fondativo della democrazia USA.

Da confrontare con il Lincoln di Spielberg.

2. Gabriel Over the White House di Gregory LaCava (1933)

Satira acidissima sulla politica USA, con al centro un presidente-fantoccio inetto che un incidente stradale e qualche settimana di coma trasformano in uno spietato politico-demagogo. Troppo in fretta dimenticato, dietro la patina da commedia è un apologo che mette in guardia dalle lusinghe del populismo, capace di trasformarsi in dittatura da un momento all'altro.

3. A prova di errore di Sidney Lumet (1964)

Fantapolitica apocalittica come si faceva all'epoca della Guerra Fredda, quando il timore più diffuso era quello dell'atomica. Qui un banale guasto tecnico al sistema di difesa americano causa il bombardamento a tappeto di Mosca, e per evitare la Terza guerra mondiale il presidente USA deve accettare che New York faccia la stessa fine.

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Tensione alle stelle e finale amarissimo.

4. Il dottor Stranamore. Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba di Stanley Kubrick (1964)

Praticamente la stessa storia, con la differenza che qui il bug è un ufficiale fuori di testa che decide senza motivo di bombardare l'URSS. Il resto è storia, con Peter Sellers che interpreta tre ruoli, a partire da quello, semplicemente irresistibile, che dà il titolo al film. Capolavoro apocalittico, satirico, inquietante e profetico: elencare le scene memorabili porterebbe via decine di articoli, e comunque non renderebbe giustizia al magistero del più grande regista americano di sempre.

5. L'amaro sapore del potere di Franklin J. Schaffner (1964)

Anno d'oro questo, con l'ennesimo film che fa il contropelo alla politica americana. Due candidati presidenti si fronteggiano: il primo è un democratico idealista e poco incline ai compromessi, l'altro un conservatore maneggione con qualche scheletro nell'armadio. In palio non c'è solo la Casa Bianca, ma anche la salvezza delle rispettive coscienze.

6/7/8. JFK + Nixon + W. di Oliver Stone (1991 - 1995 - 2008)

Il trittico presidenziale di Stone è fatto di fortune e di fatture alterne: capolavoro assoluto il primo film, flop in attesa di rivalutazione il secondo, praticamente invisibile il terzo causa boicottaggio della Casa Bianca, il cui inquilino era all'epoca proprio il (George) W. del titolo. Non solo un gran pezzo di cinema ma un pezzo di storia (e critica) d'America in forma di film-saggio. Da che parte stia il regista, lo si sa già.

9. Head of State di Chris Rock (2003)

Proprio lui, il comico abituale presentatore degli Oscar, qualche anno fa esordì alla regia con una commedia al vetriolo in cui un sempliciotto mandato allo sbaraglio alle presidenziali dai democratici come anatra zoppa rischia di battere il superfavorito repubblicano. L'abituale politically uncorrect di Rock trova qui un inatteso afflato politico che riesce ad andare ben oltre la dimensione della semplice satira.

10. Jimmy Carter Man from Plains di Jonathan Demme

Scegliamo per chiudere l'unico documentario, diretto da un grande del cinema (Il silenzio degli innocenti) e dedicato a un grande presidente ingiustamente sottovalutato. Passione civile e racconto del reale frullati come in un rock movie, di cui il regista, d'altro canto, è abbastanza esperto.