Il signor Alfred Bernhard Nobel non avrebbe di certo immaginato di "scomodare" illustri personalità come Bob Dylan quando, un secolo fa, decise di investire il proprio patrimonio per la creazione dei riconoscimenti più prestigiosi al mondo. E invece è successo lo scorso mese quando, l'annuncio della vittoria del Nobel per la Letteratura a Bob Dylan, ha dato il via ad una vera e propria caccia all'uomo, o meglio all'artista, resosi irrintracciabile per oltre un mese, e aprendo al seguito un varco di polemiche infinite. Da una parte i detrattori del cantautore statunitense che, pur riconoscendogli l'apporto fondamentale dato alla storia della musica mondiale, fanno un distinguo su cosa è o cosa non è letteratura, perdendosi nel tortuoso mondo delle definizioni.

Dall'altra parte la processione dei "radical chic" che supportano la scelta controcorrente di Bob, coerente col suo essere esponente chiave del movimento di protesta americano, sfidando le convenzioni della musica pop.

Bob Dylan, il giallo sul Nobel

Dal 13 ottobre scorso, giorno dell'annuncio della vittoria del Premio Nobel per la Letteratura "per aver creato nuove espressioni poetiche all'interno della grande tradizione della canzone americana", il telefono di Bob Dylan squilla a vuoto. O meglio, è l'Accademia di Stoccolma a non essere riuscita a mettersi in contatto con lui perché, pare, troppo impegnato con la sua tournée, decidendo così di interrompere i tentativi di contatto. Dopo giorni, sul sito ufficiale del cantautore, è comparsa la frase "Vincitore del Premio Nobel per la Letteratura", per poi scomparire dopo qualche ora.

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Un giallo dai contorni polemici, o si tratta di semplice sarcasmo? Dopotutto lui ama definirsi un "jokerman", un giullare.

Bob Dylan diserta la cerimonia di consegna

Ed eccolo ricomparire con una lettera inviata all'Accademia di Stoccolma, in cui scrive di essere "estremamente onorato" ma "dispiaciuto" di non poter partecipare alla cerimonia del 10 dicembre, essendo impossibilitato a ritirare il premio di persona a causa di impegni già presi in precedenza. L'Accademia, dal canto suo, afferma di rispettare la decisione di Dylan, anche se il fatto che un premiato accetti il riconoscimento ma poi non lo ritiri, è un evento eccezionale. Polemico? Bizzarro? Ad ogni modo ha finalmente e pubblicamente accettato il Nobel chiudendo, forse, l'annosa questione che lo riguarda.