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Di problemi con l'abuso di droghe pesanti ne ha avuti parecchi e non ne ha mai fatto mistero, ma nella sua autobiografia di recente uscita, intitolata 'Imperfetta forma', J Ax non ha voluto soffermarsi più di tanto sul resoconto dettagliato di quello che lui stesso ha definito come un periodo in cui faceva 'cose folli'; tuttavia, interpellato al riguardo durante una recente intervista curata da Aldo Cazzullo per il Corriere della Sera, il noto rapper e cantante milanese non ha voluto esimersi dal raccontare questa complicata fase della sua vita, svelando al mondo alcuni singolari episodi relativi al periodo durante il quale la cocaina era diventata parte integrante della sua quotidianità.

La cocaina e l'incontro con le forze dell'ordine

L' episodio probabilmente più emblematico tra quelli raccontati nell'intervista del Corriere Della Sera è quello relativo ad un incontro di J Ax con le forze dell'ordine, avvenuto circa quindici anni fa.

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Lo 'zio con due milioni di nipoti' – che ha recentemente annunciato che presto diventerà padre – ha ammesso di aver avuto per un anno una vera e propria dipendenza dalla cocaina, al punto che una sera, dopo aver accompagnato la sua fidanzata dell'epoca alla serata finale di Miss Italia – alla quale quest'ultima doveva presenziare in qualità di giurata – fu costretto a ritornare di corsa a Milano per 'fare i rifornimenti', dopo aver constatato di essere rimasto sprovvisto della sostanza.

Sulla strada ebbe però uno sfortunato incontro con le forze dell'ordine, che tuttavia avrebbe potuto essere ben più problematico per l'autore di 'Il bello d'esser brutti', che dopo essere stato fermato – sotto effetto di stupefacenti – per aver lampeggiato ad un’ autovettura con degli agenti a bordo, riuscì ad evitare le conseguenze penali del suo comportamento grazie ad una performance canora che venne trasmessa nella radio della Polizia stradale, queste le parole di J Ax relative alla vicenda: 'Mi hanno fatto cantare nella loro radio un pezzo rap, per tutta la stradale; e mi hanno lasciato andare.'