Dal 13 al 22 gennaio, il Teatro Arcobaleno, nel quartiere nomentano di Roma, sarà cornice di un ricercato spettacolo, effigie di un’eroina classica: la regina Tanaquilla. II dramma è composto sullo stilema del testo "Reinas, storie di grandi donne" di Isabel Russinova, impersonato dalla stessa, sotto lo "stendardo" del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, del Museo Nazionale Etrusco Guarnacci, del Festival Internazionale del Teatro Romano di Volterra e dell’Accademia Tiberina, che patrocinano questo evento, stigmatizzando l'interesse comune e vitale di portare in scena "il futuro del classico", come direbbe Salvatore Settis.

Il nostro patrimonio comune classico che identifica e avvalora la nostra identità culturale, è un bene d’inestimabile valore; opere come questa, in programmazione al teatro Arcobaleno, suffragano la sensibilizzazione dell’opinione pubblica e serbano questa tradizione culturale.

Personaggio storico

Appartenente a una nobile famiglia etrusca di Tarquinia, Tanaquilla fu la consorte del quinto re di Roma Tarquinio Prisco (616-578 a.C.). Ritratto di una donna carismatica e ambiziosa che sollecitò il marito alla scalata al vertice, ma che fu anche "imago" di riserbo e contegno, nell’approcciarsi alle vicende della vita. Dotta nell’aruspicina (antica dottrina divinatoria etrusca), la sua personalità, dotata di lungimiranza, fu esemplificativa per l’ascesa dei Tarquini al trono di Roma. Dopo la morte del compagno a causa di un complotto, ella sostenne Servio Tullio nell’ottenere i privilegi regali.

Opera teatrale

L’Ars Millennia Production Opera presenta un’idea di Isabel Russinova, per la regia di Rodolfo Martinelli Carraresi, già rappresentata magistralmente il 15 luglio 2016 al Teatro Romano, durante il Festival Internazionale di Volterra.

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L’habitus scenico è curato da Wilma Lo Gatto che, con maestria, ha confezionato anche i costumi di scena. Antonio Nasca, invece, si è occupato del reparto musicale.

Significativo l’approfondimento da parte di Isabel Russinova della tematica riguardante figure femminili, icone di un sentire ove la femminilità è vista come privilegio e vessillo di potere. La sua carriera inizia nel mondo della televisione e della moda, per poi virare e vibrare verso la drammaturgia e intenti socio-umanitari. Si staglierà quale incisiva figura nel panorama culturale del settore teatrale e comunicativo, facendosi portavoce di un monito di stile ed etica "volta al femminile".