È in corso al Museo del Violino di Cremona una singolare esposizione che accomuna Arte figurativa e musica fino al 23 luglio. Una versione del “Suonatore di liuto” poco conosciuta, ma attribuita da emeriti critici a Caravaggio (1571-1610), viene mostrata nella cornice suggestiva di un corpus strumentale d’eccezione, quale l’orchestra ricostruita dell’Orfeo di Monteverdi (1567-1643), celebre musicista tardo-rinascimentale con una trazione verso il Barocco.

Evento curato da Fausto Cacciatori, Virginia Villa, Lorenzo Girodo e Massimiliano Guido che con maestria sottenderanno un filo comune tra lirismo musicale e tensione espressiva figurativa.

Il suonatore di liuto

Illustri studiosi come Denise Mahon e Claudio Strinati hanno convenuto per dare legittimità all’attribuzione del “Suonatore di liuto” a Michelangelo Merisi, detto Caravaggio. Tale opera è stata eseguita nel 1597 per il Cardinal Del Monte, in seguito nel 1700 venne comprata dal Duca di Beaufort e rimase in suolo anglicano per due secoli. La scena rappresenta un giovane, con le labbra socchiuse, colto nell’atto di suonare lo strumento con un connubio di verismo e lirismo che suggella quest'opera quale un manifesto di una nuova poetica che esula il conformismo figurativo e soggettivo e inaugura un nuovo dialogo estetico con la luce e le ombre. Focus della composizione e punto di fuga espressivo è lo strumento a corde accompagnato dalle mani delicate del musicista. Questa versione proviene da una collezione privata e risulta meno nota di quelle serbate al Museo di Pietroburgo e al Metropolitan Museum di New York.

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La mostra

L’intento di riprodurre con dovizia di particolari il complesso strumentale dell’orchestra monteverdiana porta ad esporre clavicembali, contrabbassi di viola e da braccio, violini, organi, corni, flauti, clarinetti. La ricerca è avvenuta tra gli esemplari nazionali e internazionali dei repertori antichi, dal tardo-rinascimento all’ottocento, con riproduzioni accurate, qualora non ci fosse l’esemplare richiesto. Grazie all’apporto multimediale è possibile ascoltare il timbro originale degli strumenti in esposizione e comprendere l’iter musicale dell’opera l’Orfeo di Monteverdi.

Come l’eroe sublima la morte con il sentimento dell’amore, la musica trascende il reale nel figurativo pittorico e assurge a simbolo. Così la contestualizzazione tra l’effigie del suonatore di liuto nell’alveo strumentale dell’orchestra regala allo spettatore una nuova visione prospettica del tema figurativo annesso a quello musicale.