La strage Falcone è un terribile fermo immagine nella memoria collettiva. Era il 23 maggio 1992 quando l'Italia si fermò incredula dinanzi al TG, mentre scorrevano le immagini di quel che restava dell'autostrada di Palermo, in prossimità di Capaci. Lì, in quell'inferno fra l'asfalto e i detriti, la mafia attaccava lo Stato, stroncando le vite di Giovanni Falcone, della moglie e degli uomini della scorta.

Quel boato non scosse solo la Sicilia, ma anche tutta l'Italia. Il Paese si destò in piedi, davanti alla propria coscienza e, nel silenzio delle proprie vite, tutti sentirono che da quel 23 maggio qualcosa era cambiato.

Riflettere era un dovere, e da quel giorno diventò un'esigenza naturale. Perché la mafia perde, ma le idee restano, seminano coraggio e alimentano speranze. Ecco perché tanti ricordano la stage di Capaci, ma sono certo molti di più coloro che "non dimenticano" la vita e l'impegno di Giovanni Falcone. Una persona perbene, un uomo giusto. Intrepido ed instancabile lavoratore.

Giovanni Falcone: un'esistenza, la sua, fatta di una quotidianità spesa per lottare contro la mafia, ogni giorno; per fare di questo paese un posto migliore dove vivere! Gli ideali sono l'ossigeno per gli impavidi, sono schermi contro la paura. La mafia attaccò lo Stato quel 23 maggio, ma sferrò un colpo molto più significativo fra le coscienze degli italiani. Perché gli ideali di grandi uomini, di uomini giusti come Giovanni Falcone, diventano poi la base della coscienza civile di un Paese.

Strage Falcone - Borsellino: ricordare è un dovere

Il passato è uno strumento per capire il presente, "per trasformare il timore in ricerca di giustizia".

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Il passato è una clessidra dove si rifrange il "giusto", dove la verità filtra fra gli errori e lascia intravede il futuro. Un futuro migliore! Ecco perché ricordare è un dovere. Il giorno in cui la Mafia pensava di aver vinto sullo Stato, Giovanni Falcone ha vinto nella nostra memoria e nei nostri cuori. Un ricordo inseparabile per tutti noi, anche dal ricordo dell'amico-collega Paolo Borsellino.

Tanto che il 23 maggio, in un unico giorno, tutto il Paese, con tanti eventi e con le ‘Piazze della Legalità’, ricorda le due stragi: quella di Capaci e quella di via D’Amelio. Si ricorderanno le vite esemplari dei giudici Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e degli uomini e delle donne delle loro scorte: Agostino catalano, Walter Eddie Cosina, Rocco Dicillo, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Antonio Montinaro, Vito Schifani, Claudio Traina. Grazie alla 'Palermo Chiama Italia', l'iniziativa della Fondazione Falcone e del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca - dibattiti e tante testimonianze ne celebrano la memoria, con 9 piazze italiane più quella di Palermo aperte alla legalità.

Anche la Rai sul primo canale, il 23 maggio sarà in prima linea con lo speciale Falcone - Borsellino dedicando una serata condotta da Fabio Fazio - presentatore della celebre Che tempo che fa - insieme a Pif e Roberto Saviano per onorare il ricordo dei due grandi magistrati e delle loro scorte. In diretta da via D'Amelio un documentario-racconto fra ricordi, testimonianze e interventi di molti ospiti - dal presidente del senato Piero Grasso a Luca Zingaretti, Pier Francesco Favino e tantissimi altri - per non dimenticare!

Giovanni Falcone: ricordato oggi in un nuovo libro, scritto dalla sorella Maria

Quest'anno che ricorre il 25° anniversario della strage di Capaci, oltre gli eventi e le iniziative ci sarà anche un prezioso ricordo di qualcuno di famiglia, qualcuno che prima dell'eroe Giovanni Falcone ha conosciuto semplicemente l'uomo: Giovanni. Parliamo della sorella Maria Falcone, oggi Presidente della Fondazione Falcone, che regala le sue memorie di famiglia e il ricordo prezioso del fratello a tutti noi nel libro “Giovanni Falcone – Le idee restano” .

Tante pagine di ricordi e fotogrammi in cui si compone un ritratto inedito e personale, una sorta di ritratto di famiglia: "le emozioni, le paure, la spensieratezza dell'adolescenza, l’infanzia con i fratelli, la famiglia e gli insegnamenti, i ricordi della Palermo in cui sono cresciuti, gli incontri e le amicizie". Scritto insieme alla giornalista Monica Mondo - anche autrice e conduttrice su TV2000 - il libro è un'effigie sincera, un racconto asciutto e personale, tinteggiato di vita e di affetti che regala al lettore una cornice autentica in cui incorniciare una vita esemplare come quella di Giovanni Falcone.

Falcone: le sue idee lo consegnano alla storia

Il libro “Giovanni Falcone – Le idee restano” edito da Edizioni San Paolo è stato presentato lo scorso 21 aprile a Milano in occasione della Fiera dell'editoria italiana, all'interno dell'evento "Uomini giusti, prima che eroi". Un contesto perfetto, del resto, non esistono eroi senza un cuore giusto! Il libro attraverso i ricordi della sorella, regala circa 140 pagine in cui ritrovare e ricordare Giovanni Falcone, attraverso i filtri delle emozioni e la semplicità della vita di famiglia di ogni giorno.

Un testimone consegnato al lettore, una nuova chiave di lettura che contribuisce a dare maggiore intensità all'uomo Giovanni Falcone, ancor prima che all'eroe magistrato. Leggere di uomini giusti, come Giovanni Falcone, è in questo momento storico un toccasana per rivitalizzare ideali offuscati da avversità e ingiustizie. Un esercizio che scalda l'anima, ancor più se parliamo di eroi quotidiani le cui "idee restano" - uomini che con la loro esistenza hanno attraversato la paura per scovare il marcio nella società. Questo accade ancor più quando l'eroe è siciliano, quando è Giovanni Falcone: un uomo, vestito semplicemente del proprio coraggio.

Ogni suo gesto, ogni incartamento, procedimento, ogni azione è diventata per gli italiani una lente d'ingrandimento dove immergere la propria coscienza. Un vero paladino di legalità [VIDEO], al cui fianco proseguire in un cammino di giustizia, lottare per lo stato di diritto, diventa un'idea semplice. Perché come diceva lo stesso Falcone: “Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”.