Una mostra pregiatissima è presente al Poldi Pezzoli sino al 31 luglio 2017, è l'esposizione dal titolo 'C'era una volta in Giappone. Fotografie e netsuke del XIX secolo'. In realtà il museo con tale evento si è arricchito di una acquisizione di grande pregio. Parliamo della collezione Lanfranchi che contiene ben 415 esemplari di Ojime, inro e soprattutto okimono e netsuke.

La collezione Lanfranchi e i netsuke

Il netsuke erano una sorta di bottoni dotati di un foro nel quale passava un cordoncino di seta a cui veniva legato una piccola borsa o astuccio che doveva contenere il necessario del viandante.

Tutto questo perchè il Kimono, ovvero il costume tradizionale del Giappone, non aveva tasche e le medicine o la scatola del tabacco veniva legata da una cintura fermata dal netsuke (ne- legna, tsuke-bottone).

Al Poldi sono in mostra netsuke meravigliosi realizzati sempre su materiali di pregio, avorio, tartaruga, ebano, da intagliatori finissimi che riuscirono a sopravvivere alla modernizzazione in quanto, quando il costume tradizionale scomparve, sostituito dagli abiti occidentali, gli artigiani intagliatori continuarono a lavorare per la crescente richiesta dell'Occidente.

In mostra è possibile ammirare ad esempio un completo con tonkotsu risalente alla seconda metà del XIX secolo (1850-1900), con ideogrammi in legno e madreperla o con drago e tigre, oppure pescatori in barca in avorio tinto e dipinto a inchiostro, o pesci e crostacei in bambù e metallo parzialmente dorato.

le tematiche delle sculture in miniatura

Interessante nei netsuke il tema del viaggio o delle maschere per lo più rese in avorio marino tinto e dipinto a inchiostro.

Sono molte: la maschera di Okina, di Okame,di Usobuki e le maschere dei Sette Dei della Fortuna della scuola di Nagoya, in legno di ebano.

Altro tema rappresentato sono scene di vita quotidiana, ovvero: utensili per la cerimonia del tè, la donna che si prende cura del pulcino, la donna che si pettina i capelli, cattura di un ladro, lite tra ciechi o il tema delle arti e mestieri. Ad esempio il guardiano di tempio, il fattorino, il lucidatore di specchi, il pescatore di corallo, il carpentiere, il fabbricante di scatole, il fabbricante di pipe.

Le opere della Fondazione Ada Ceschin

Ma oltre ai netsuke è possibile ammirare fotografie eseguite in Giappone nella seconda metà del XIX secolo appartenenti alla Fondazione 'Ada Ceschin e Rosanna Pilone' di Zurigo presso il Museo delle Culture di Lugano e risalenti al periodo Meiji (1868-1912).

Il rapporto tra artisti e natura era molto stretto e la cultura del fiore era diffusa ovunque. Gli artisti amavano rappresentare in particolare la peonia, il loto, il crisantemo e il pruno che erano legati alle quattro stagioni dell'anno, rispettivamente alla primavera, l'estate, l'autunno e l'inverno.

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