Il mondo del Cinema mondiale piange la scomparsa del celebre regista George A.Romero, morto ieri notte durante il sonno, all'età di 77 anni. Romero era gravemente malato e stava combattendo tra la vita e la morte, cercando di sconfiggere un cancro ai polmoni, diagnosticatogli da tempo.

George A. Romero non era un semplice regista

Romero non era un semplice regista, ma era il maestro del cinema horror di culto. Fin da piccolo si avvicina al mondo del cinema, mostrando da sempre un particolare interesse verso le tematiche fantastiche e straordinarie. Questo interesse si convertirà presto in pura passione per il mistero e l'horror, che lo accompagneranno negli anni della maturità professionale.

I suoi film sono icone del genere e pellicole intramontabili, basti pensare alla celebre La notte dei morti viventi, diretto nel 1968, con il quale è riuscito a conquistare nei decenni le diverse generazioni.

Il film è diventato un manifesto per il quale si sono scritti interi libri, e si è criticato, analizzato e studiato anche nelle più importanti e prestigiose università e scuole di cinema presenti in tutto il globo.

Un cinema unico

Il suo cinema era unico proprio per il sotto testo politico e culturale che accompagnava ogni sequenza, anche quella più splatter e macabra. Una prerogativa della quale non poteva fare a meno nelle proprie storie, per il regista, infatti, la vita è inevitabilmente politica, e la politica è una dimensione necessaria che non può discernere dalla realtà.

La sua capacità registica risiedeva proprio in questo, riuscire a raccontare la realtà e la società americana immergendole in una dimensione straordinaria, proprio come quella suggerita dagli zombie ne La notte dei morti viventi.

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I suoi film, in questo modo, assumevano anche un ruolo profetico e anticipatori dei tempi, e nei quali riusciva a nascondere, non troppo, messaggi seri e profondi.

Romero e gli zombie

Per il regista gli zombie divennero subito un'allegoria importante, un mezzo filmico ideale per raccontare la società, soprattutto sul finire degli anni '70, quando le guerra del Vietnam si trovava ancora all'apice. Un feeling importante legava Romero all'Italia, grazie anche alla profonda amicizia e collaborazione lavorativa che avvicinava il regista americano ad un altro maestro del cinema horror, Dario Argento. Con il regista italiano Romero ha diretto l'episodio Fatti nella vita del signor Valdemar, all'interno del film Due occhi diabolici (1990).

Romero era un regista attento in grado di gestire tutti gli aspetti tecnici della sua creatura cinematografica, dal montaggio alla sceneggiatura, proprio come solo i maestri del cinema sanno fare. Per questo motivo ricordava in molti aspetti anche un altro maestro, quello del brivido, Alfred Hitchcock.