Come già nella scorsa edizione 2015/2016 della Biennale di Lione anche in occasione della 14^ edizione inauguratasi lo scorso 20 settembre con il titolo di "Mondi Fluttuanti", curata da Emma Lavigna, il filo conduttore della rassegna è rappresentato dall'idea di "moderno" e sulle riflessioni che gli artisti invitati rielaborano con le opere in mostra, realizzate proprio nell'intento di avviare il processo di ridefinizione o superamento del concetto stesso di modernità. Infatti circa 60 artisti provenienti da 28 Paesi propongono la loro personale visione del mondo contemporaneo.
Un percorso comune di trasformazioni attraverso l'ampliamento delle ricerche, delle sperimentazioni, in una più estesa molteplicità di "territori artistici" e nel moltiplicarsi frenetico delle reti comunicative da cui ha origine una continua sovrapposizione e contaminazione delle poetiche e delle politiche dell'arte contemporanea, attraverso cui costruire nuovi modelli, come spiega anche Thierry Raspail, lo storico direttore della rassegna sin dai tempi della nascita della stessa.
I fermenti innovativi e i nuovi orientamenti dell'epoca contemporanea
La mostra più importante della Biennale, da cui prende il nome l'intera rassegna, intitolata Mondi Fluttuanti, è allestita in due siti diversi, entrambi molto importanti: il Mac (Musée d'Art Contemporaine) progettato da Renzo Piano e inaugurato nel dicembre 1995 in occasione della 3^ Biennale di Lione, e la Sucrière, il famoso edificio, situato sulle rive del fiume Saona, interamente dedicato all'arte contemporanea.
La vasta rassegna espositiva consente una presenza contemporanea di artisti di generazioni diverse, dai linguaggi più disparati e dalle differenti poetiche espressive, spesso contrapposte, sempre in una insistita ricerca di nuove forme e di nuovi contenuti.
Si dipana, dunque un vero e proprio percorso storico a partire da artisti classici del XX° secolo come Hans Arp, Lucio Fontana, Alberto Burri, Heinz Mack, autori di una fervida sperimentazione di forme, linguaggi e materiali che ha connotato l'arte contemporanea del Novecento. Si passa poi attraverso le architetture stravaganti ed utopistiche di Richard Bukminster Fuller, inventore, architetto, designer, scrittore, docente universitario e conduttore televisivo statunitense, famoso per le sue cupole geodetiche, per le sue affascinanti quanto improbabili costruzioni in carta e cartone e ancora per le futuribili autovetture chiamate Dymaxiony Car in cui aveva progettato l'uso di soluzioni tecnologiche già utilizzate negli aereoplani.
In questo ambito storicizzato si colloca anche l'artista concettuale Hans Haake con le opere attraverso cui ha indagato, nell'arco di quarant'anni di attività artistica, questioni politiche, sociali ed economiche: sono celebri i sondaggi socio-politici sui visitatori delle sue mostre a cui chiedeva se il fatto che il governatore Rokefeller non avesse denunciato la politica di Nixon in Indocina costituisse una valida ragione per non votarlo alle elezioni successive. installazione monumentale
Gli artisti dei nostri tempi
Sono tanti ed interessanti gli artisti delle ultime generazioni che presentano opere rappresentative di nuove realtà che non solo si differenziano da quelle degli artisti precedenti ma testimoniano un nuovo crescente fermento creativo proiettato verso una ricerca che possa creare un certo sconcerto nello spettatore, data la innovativa espressività dei molteplici linguaggi e materiali della contemporaneità, ma non per questo priva di impegno esistenziale, sociale e politico.
Ed ecco allora che si possono ammirare le opere di Céleste Boursiere-Mougenot, pervase da un'aura straniante e poetica, e quelle dell'artista brasiliano Ernesto Neto, presente alla Biennale di Venezia 2017 dove ha presentato una enorme "Tenda ragnatela", mentre a Lione presenta una gigantesca installazione con stoffa elasticizzata bianca con delle lunghe parti in trazione pendenti dal soffitto a causa di pesanti pietre nascoste nella stoffa stessa.
Inquietante e metafisica l'opera "Sottomarino di sale" presentata da Damien Ortega, artista messicano nato nel 1967, un'opera monumentale dove un vero e proprio sottomarino completamente impacchettato, è attaccato con delle funi al soffitto e rimane sospeso in aria, con un buco in un angolo dal quale esce un rigagnolo di sale che lentamente si deposita sul pavimento a formare una bianca collina salata.
L'artista americano multimediale Doug Aitken, nato in California nel 1968, presenta la sua "Fontana sonora", che sintetizza la sua intera produzione artistica la quale trascende ogni confine, combinando cinema e musica, architettura, performance e scultura in modo dinamico. Infatti in oltre venti anni di lavoro ha creato opere affascinanti di alta intensità audiovisiva, nella sua qualità di autorevole appartenente ad una generazione di artisti attenti osservatori della realtà e del mondo contemporaneo attraverso una profonda analisi filosofica
"Mondi Fluttuanti" si riferisce ad una certa permeabilità, una metamorfosi continua dell'opera d'arte contemporanea come è ben evidenziato nelle installazioni tessili in movimento di Hans Haacke, artista concettuale tedesco che vive a New York.
Eventi collaterali
Parallelamente alla esposizione principale del Mac e della Sucrière la Biennale di Lione propone altre mostre da non perdere. Negli ampi e affascinanti spazi del Convento di La Tourette l'artista coreano Lee Ufan, scultore minimalista che da molti anni lavora in Giappone, si confronta con il razionalismo di Le Corbusier, come già fece nel 2015 il grande scultore e architetto britannico di origini indiane Anish Kapoor.
Altra importante rassegna, confermata dalla passata edizione, è quella denominata "Rendez-vous", allestita allo Iac di Villeurbanne, Istituto dell'Arte Contemporanea, dove vengono presentate, come ogni anno, le opere di un gruppo composto da venti giovani artisti.
Infine ad altri numerosi eventi facenti parte della rassegna collaterale, denominata "Veduta e Résonance", che coinvolgono la città e l'intera regione, partecipano gallerie, istituzioni pubbliche e private, associazioni e "spazi urbani", che si uniscono intorno alla Biennale per una grande festa dell'arte contemporanea con altre mostre, concerti, incontri, conferenze ecc.
14^ Biennale di Lione, Lione, Mac, Sucrière e luoghi vari - fino al 7 gennaio 2018.