Continua per il terzo anno consecutivo il trend positivo degli investimenti pubblicitari sulla radio. L'avvento di internet ha cancellato la crisi di fine secolo scorso (ricordate "Video killed the radio star" dei Baggles?) e si conferma media emergente, insieme all'Out of Home (la TV fuori casa).

Veri strateghi

Abilissimi a captare le potenzialità di contatto con il pubblico che la Rete offre, gli autori della radio hanno modulato la loro offerta produttiva su questa grande opportunità, trovando il pubblico giovane, che snobba la TV e ritrovando quello meno giovane, scocciato dell'invadenza e della volgarità che spesso emerge dal piccolo schermo.

I grandi gruppi di comunicazione sono corsi ai ripari e chi era sprovvisto di questo mezzo ha acquistato a mani basse stazioni e frequenze, per non essere tagliati fuori dai grandi budget nel prossimo futuro.

Capire le opportunità

Difficile ormai trovare una campagna advertising che sia priva di una sua declinazione radiofonica, nelle modalità più possibili e creative. Dal gioco online ai pochi secondi ripetuti in ogni blocco pubblicitario, i creativi si sono sbizzarriti a studiare messaggi ad hoc, privilegiando il linguaggio rispetto alle immagini. I risultati di questo fermento non sono tardati a diventare facilmente visibili a tutti: star della TV che passano o si offrono anche al mezzo radio, format radiofonici che superano lo spazio dell'etere trovando respiro su altri mezzi, come la carta stampata o la stessa TV.

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Sinergia con il web

Superare la semplice esposizione, sfruttando la Rete per offrire visibilità ma non invasiva e monopolizzante come quella televisiva ma discreta, soft, calibrata: anche questi sono i motivi del ritorno in auge della radio. Non c'è social che nella schermata non offra link alla diretta o brevi video per l'arrivo dell'ospite, in sintonia con le aspettative dei millennials e non solo. Un media vecchio vestito a nuovo e multitasking, di questi tempi non è poco.

I vertici di Assoradio gongolano su questi ottimi risultati, e sembra condivisibile l'affermazione che la radio sta diventando un media sempre più protagonista nella ripartizione del budget di una campagna advertising. Finiti i tempi delle concessionarie di pubblicità della radio che elemosinavano le briciole dei maxi investimenti. Ora spesso e volentieri la radio è fra i primi interlocutori dei centri media in fase di pianificazione, anche perché, oltre al classico spazio, offre versatilità e disponibilità, elementi che non sempre tutti i mezzi pubblicitari mettono a disposizione.

Ricorre oggi, per la precisione alle 20 di questa sera e trasmessa dalla CBS nel 1938, l'anniversario della famosissima messa in onda de "La guerra dei Mondi" dove Orson Welles, interpretò alla radio uno spaventato cronista che raccontava un'invasione aliena. Per chi non lo sapesse, milioni di americani credettero alla trasmissione e che fosse in atto una vera invasione aliena, creando un fenomeno di psicosi collettiva ancora in fase di studio e da cui, probabilmente, hanno preso spunto le fake news odierne.

A volte ritornano. I successi e le fregature, non gli alieni.