Loving Vincent è stato proiettato in sala solamente per tre giorni, il 16-17-18 ottobre, ma dato il successo di pubblico verrà proiettato nuovamente lunedì 20 novembre in tutti i cinema d'Italia che lo accoglieranno. Infatti, secondo quanto riportano Il Fatto Quotidiano e Badtaste, sarebbero stati più di 130mila gli spettatori italiani che non si sono persi l'appuntamento di ottobre, superando persino Blade Runner 2049 e diventando il film evento più visto di sempre in Italia.

Loving Vincent: la tecnica spettacolare del film e il punto di vista della narrazione

Scritto e diretto da Dorota Kobiela e Hugh Welchman, la particolarità di questo lungometraggio sta nel fatto che è interamente dipinto: 125 artisti proveniente da varie parti del mondo hanno lavorato per anni alla realizzazione di migliaia di dipinti su tela che altro non sono che i 65mila fotogrammi che compongono il film, tutti a imitazione dell'inconfondibile stile delle opere del pittore olandese Vincent van Gogh.

Dopotutto, è di lui che si parla. La pellicola racconta la storia turbolenta del pittore, le sue sventure, i molti insuccessi e gli altrettanto magri successi ricevuti in vita. Ma tutto ciò è narrato da un punto di vista inedito. Infatti, oltre al protagonista sottinteso, ce n'è un altro: un giovane di nome Armand Roulin, che riceve dal padre postino una lettera con l'incarico di recapitarla a Theo van Gogh, fratello minore del pittore. La lettera altro non è che l'ultima che Vincent ha scritto al fratello prima di togliersi la vita.

Recatosi a Parigi, il giovane Roulin non riesce però a rintracciare Theo. Inizia allora un viaggio alla ricerca del destinatario che lo porta a ripercorrere i passi dello stesso pittore, conoscendo le persone che lui ha conosciuto, scoprendo i tormenti che lo hanno afflitto, e le opere d'arte che nonostante tutto è riuscito a realizzare.

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Roulin pone domande; Roulin vuole sapere come è morto Vincent, se si tratta davvero di suicido, e in tal caso perché è stato commesso. Roulin è un messaggero che attraversa la vita di un uomo col suo ultimo, estremo messaggio in tasca, alla ricerca di chi lo possa ricevere.

Vuoi sapere così tanto della sua morte, cosa sai della sua vita?

Recita così una battuta del film. Cosa sappiamo di Vincent van Gogh? Che sia tanto o poco, Loving Vincent merita comunque di essere visto se non altro per l'eccezionale stile grafico, dove arte e tecnologia interagiscono tra loro per regalarci un'estasi visiva senza precedenti. Sicuramente un film da non perdere, soprattutto ora che si presenta una seconda opportunità per chi lo aveva mancato nelle scorse date.