Due uomini conosciuti e studiati in qualsiasi scuola, famosi l’uno per essere il medico al cui nome si ispira quel giuramento a cui ogni medico deve fare riferimento per la propria carriera; l’altro per essere il matematico il cui nome è dato alle assi delle ascisse e delle ordinate.

In pochissimi sanno, però, che sia ippocrate che cartesio sono precursori di quella che nel 1879, a Lipsia, diventerà una vera e propria scienza: la psicologia.

Ippocrate (469 – 361 a.C) fondò quella che oggi viene definita una scienza dell’uomo, ovvero osservò e analizzò da varie prospettive sociologiche, psicologiche e fisiologiche l’essere umano.

Egli mostrò inoltre particolare interesse per i sogni e l’insonnia (come avrebbe poi ovviamente fatto il padre della psicanalisi, Sigmund Freud, decenni di secoli dopo). Dagli studi di Ippocrate emerse che l’uomo ha al proprio interno quattro diversi umori: la bile nera, la bile gialla, il sangue ed il flegma. Il prevalere di uno o dell’altro umore determina il temperamento, cioè il carattere di ognuno. Oggi siamo di certo che questa teoria è infondata, ma è importante notare come già Ippocrate, nei secondi avanti Cristo, si interessò al perché l’uomo è in una data maniera e da cosa dipenda il suo essere.

Qualche secolo più tardi, con l’ascesa del Medioevo, lo studio dell’uomo viene abbandonato e proibito a causa della cristianizzazione della visione della vita. Secondo questa prospettiva, infatti, l’uomo altro non è che una manifestazione del divino: solo ai teologi è dato studiare l’essere umano, ma sempre e solo come creatura di Dio.

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Qualsiasi altro sguardo laico è proibito, e ne è un esempio il fatto che durante il Medioevo le autopsie furono severamente vietate).

Cartesio fu un autore di grande rilevanza per il riavvolgimento del pensiero sull’uomo e per gli studi su quest’ultimo, i quali vengono ripresi durante il Rinascimento. Egli ipotizzò che l’uomo sia costituito da due componenti totalmente diverse: la res extensa e la res cogitans. La res extensa comprende tutto il corpo, mentre la res cogitans include le emozioni, le idee, i sentimenti e dunque rappresenta la psiche.Le due componenti sono correlate tramite l’epifisi. Cartesio era particolarmente interessato a capire come funziona il corpo e formulò una teoria secondo la quale il corpo umano è formato da tubi concavi attraverso cui passano gli spiriti sottili (energia di origine divina), responsabili delle diverse manifestazioni fisiologiche.

Perché Cartesio fu così rilevante per le scienze umane?

La “genialità” di Cartesio è la concezione della res extensa: l’uomo in questo modo viene considerato non più come una creatura divina, ma come una macchina complessa da studiare per poterne capire i meccanismi. La psicologia è resa possibile grazie alla bipartura (dualismo cartesiano) che lo vede come corpo e come mente.