In una stagione storica frammentata e priva di grandi slanci come quella attuale, è relativamente raro che una passione abbia il sopravvento. La storia di ognuno è spesso vittima o semplicemente suddita della quotidianità. E quest’ultima significa banalmente mirare al necessario. Avere la possibilità di essere perlomeno uno dei tanti che si barcamenano sul pianeta. Con decorosità. Ovviamente e se sussistono aspettative altre – dall’esistenza – l’assoggettamento a un contesto simile porta, per forza, a una situazione di frustrazione per l’individuo.

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“Davanti agli occhi”

Nel libro in questione, “Davanti agli occhi” (Rizzoli Editore, pagine 362) pubblicato nel febbraio 2018, il tema dominante è proprio la frustrazione. Il protagonista narrato da Roberto Emanuelli vive una passione bruciante per la pagina scritta. In quello spazio sgombro e libero come un deserto di sale lui ci metterebbe tutti i racconti che, già da ragazzino, gli si affacciano nella mente.

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Ha bisogno di riversare quello che non può essere liberato attraverso un semplice dialogo su un supporto. Come il foglio di carta che, pur se debole di struttura ossea, ha la capacità magica di passare sotto lo sguardo del lettore e trovare asilo fra i suoi ricordi. Tuttavia, come già successo ad altri personaggi presenti nei diversi romanzi che circolano nel mondo della letteratura, anche in questo caso il protagonista decide – dopo aver stimato che a trent’anni non può più permettersi di vivere di illusioni – di dare una nuova e decisiva direzione alla propria vita. Il sogno legato all’attività letteraria è così abbandonato. È ora di dedicarsi alla carriera di broker.

I protagonisti

Il protagonista di "Davanti agli occhi" di Roberto Emanuelli si chiama Luca. È lui il mancato scrittore. Il rinunciatario. È lui che abbandona un sogno alto cento piani. In cambio di una vita più stabile. Magari bassa un solo piano. Stabile e senza sorprese. Ma un’esistenza stabile e senza sorprese – per alcuni – non ha gran valore. E Luca, per sua fortuna o sfortuna, è uno di questi.

A riportarlo sulla sua vera strada, che non può essere quella del broker, ci pensa Mary. Mary dallo sguardo fresco. Mary dalle idee chiare. La presenza della ragazza fa rivalutare al protagonista la scelta professionale fatta a suo tempo. Il mestiere di broker, una soluzione professionale derivata da una considerazione essenzialmente pratica, non può essere parte decisiva del suo destino. Luca capisce che l’unica cosa da fare è riprendere.

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A scrivere.

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