Prosegue l’opera dell’associazione “Mi riconosci? Sono un professionista dei Beni Culturali”. Dopo le iniziative dei mesi scorsi riguardanti la controversa scuola del patrimonio voluta dal ministro dei Beni e delle attività culturali Dario Franceschini e le battaglie contro il volontariato esasperato nei luoghi della cultura; gli attivisti dell’associazione hanno dato vita alla seconda assemblea nazionale che si è svolta a Pisa il 29 aprile scorso.

Proprio da questa riunione in una delle città simbolo del mondo dei Beni Culturali italiani, i professionisti e gli aspiranti tali attivisti di “Mi Riconosci?”, hanno svelato le attività e le intenzioni per il prossimo futuro dell’associazione.

Dall’assemblea alla manifestazione unitaria

L’assemblea di Pisa, come facile immaginare, è stato teatro di riflessione e discussione su temi scottanti che hanno portato, a suo tempo, alla nascita stessa del movimento. Adeguata valorizzazione del patrimonio, ma anche riscontro mediatico della valorizzazione e fruizione dei Beni Culturali, cultura come lavoro e abuso del volontariato culturale [VIDEO]. Questi alcuni dei temi del 29 aprile scorso che sono poi sfociati negli ultimi giorni in un rinnovo a livello locale di Mi Riconosci? che intanto si è messa in moto per dar vita a una manifestazione nazionale per la cultura e il lavoro che riunisca non solo i singoli ma le associazioni culturali, che dovrebbero così ritrovarsi a lavorare unitariamente, per uno scopo comune.

La nascita dei gruppi regionali

Non solo novità a livello nazionale, la seconda settimana di maggio ha visto l’evoluzione di Mi Riconosci? anche a livello locale, partendo dal sistema in cui è nata: la rete e i social network.

La nascita dei gruppi regionali, è stata anticipata dall’evoluzione del gruppo Facebook collegato alla pagina di “Mi Riconosci?”, rinominato “L’Agorà di Mi Riconosci?”. Pochi giorni dopo, sono partiti anche i primi gruppi in: Sardegna, Sicilia, Puglia, Calabria, Lazio, Lombardia, Emilia Romagna, Umbria, Veneto, Abruzzo e Molise, Piemonte, Basilicata e Toscana.

Mancano ancora varie regioni per cui si cercano attivisti, mentre a trainare l’iniziativa sembrano essere le regioni del sud, ricche di beni culturali, tanto quanto flagellate da problemi come la disoccupazione, per certi versi dilagante. Al momento, il gruppo di più consistente è quello della Sardegna che in neanche tre giorni sta sfiorando i 300 iscritti; a seguire quello pugliese con poco più di 200 e quello siciliano con 170.

Anche al centro Italia i gruppi sembrano aver avuto un discreto successo; le Marche viaggiano sui 220 iscritti e il Lazio corre sui 150. Più lente le adesioni al Nord che comunque cercano di incrementare. Al momento la regione trainante è il Veneto che ha superato i 120.