Fanfan la Tulipe è il film diretto da Christian Jaque che nel 1952 si è aggiudicato al Festival di Cannes il Premio per la Miglior Regia. In esso l'ardimentoso Fanfan, interpretato da Gerard Philipe, denominato "la Tulipe" per aver ricevuto in dono una spilla a forma di tulipano da Enrichetta, figlia di Luigi XV, sposerà la più umile Adelina, impersonata da una giovanissima ed avvenente Gina Lollobrigida [VIDEO]. La felice unione segna anche la realizzazione di una profezia, dal momento che a Fanfan era stato predetto che avrebbe sposato la figlia del Re e proprio ad Adelina, dopo una serie di pericolose vicissitudini, sarà accordato lo stato di figlia adottiva del Re di Francia.

Un film lontano, ma tuttora avvincente e nel quale vincono il coraggio, l'avventura, la speranza, l'amore, che sono, poi, gli ingredienti fondamentali del Festival Internazionale del Cortometraggio "Tulipani di Seta Nera" che si è svolto a Roma al Cinema Quattro Fontane dal 27 al 30 aprile 2018. La manifestazione, giunta alla sua undicesima edizione, secondo l'idea della Direttrice Artistica Paola Tassone, propone "non il semplice racconto di una diversità, ma l'essenza della diversità, sapendola soprattutto valorizzare".

In principio fu l'associazione studentesca

Il Festival Internazionale Film Corto è organizzato dall'associazione studentesca universitaria "Università Cerca Lavoro" con il proposito di rappresentare una forza motrice per il lavoro di tanti giovani autori che con il loro sguardo raccontano la realtà portando "luci della ribalta" laddove si addensano marginalità, lotta per la sopravvivenza, tragicommedia, angoli di vita che diventano spicchi di universo e specchi di analisi e riflessione.

Una narrazione per immagini, breve, che recide ed offre pensieri, emozioni, sentimenti, indicando una società che non accoglie il pregiudizio, più sensibile ed integrata. Una finalità a cui concorre anche il saggio "Le città invivibili, bulli ed eroi nella filmografia di Caligari e Mainetti" curato da Paola Dei, psicologa dell'arte, con la prefazione di Nicola Borrelli, presentato nella tavola rotonda al cinema Quattro Fontane nel pomeriggio del 27 aprile. Nell'introduzione al testo Paola Dei spiega chiaramente come Caligari e Mainetti esplorino "le polarità dell'ombra e della luce, del bullo e dell'eroe che si fondono nel momento in cui la materialità si eleva verso la spiritualità ed emergono incontrastate l'amicizia e l'amore, le uniche forze in grado di trasformare il male in bene".

Il sold out al Teatro Olimpico e le premiazioni

La premiazione dei corti vincenti è avvenuta al Teatro Olimpico di Roma nella sera del 30 aprile. Un brillante red carpet, le partecipazioni prestigiose, una simmetria di sobrietà e vivacità, hanno caratterizzato l'evento.

Sul palco delle presentazioni la conduttrice Metis Di Meo insieme a Franco Di Mare ed alla madrina della manifestazione Myriam Catania e al padrino Paolo Ruffini, regista del corto fuori concorso "Resilienza". Molto numerosi gli ospiti e gli amici che hanno fatto registrare il tutto esaurito del pubblico. Fra essi Donatella Finocchiaro e Francesco Pannofino, Antonia Liskova e Ricky Memphis, Gianluca Di Gennaro e Luigi di Cicco, figlio di un boss della camorra che ha scelto di diventare testimone contro la criminalità. Inoltre Laura Bortolozzi di Rai Gold, Roberto Nepote di Rai Com, Gianmaurizio Foderaro di RaiRadio1, Angelo Mellone, di Rai 1. Ha vinto l'undicesima edizione del Festival dei Tulipani di Seta Nera, Stronger, di Antonio Petruccelli, cortometraggio nel quale un bambino riesce ad imporre sulle violenze psicologiche la visione interiore del proprio sè "riprogettando" la sua realtà e restituendole luminosità con la stessa "baldanza" dell'innocenza. La Giuria di Varietà presieduta da Elisa Costanza e composta dal Vicepresidente Vicario Catello Masullo e dai tre Vicepresidenti Paola Dei, Franco Mariotti, Massimo Nardin, ha assegnato numerosi altri premi: a Maramandra è andato il Premio Miglior Attore per Lele Nucera (anche regista del cortometraggio) ed il Premio Sorriso Dell'Infanzia; il Premio Sezione Speciale Criminalità a Per Errore di Raffaele Ceriello; Premio Miglior Documentario a La Sedia di Cartone di Marco Zuin e a La Forza della Fragilità di Maurizio Rigatti: Premio Cultura della Legalità a Manicure di Francesco Natale; Premio Miglior Fotografia a Green Tea di Chiara Rap; Premio Miglior Colonna Sonora a Salifornia di Andrea Beluto. Il corto Do Ut Des di Valentina Tomada si è aggiudicato, invece, il Premio Contributo delle Donne Leader, il Premio Migliore Opera per la televisione ed il Premio Giuria di Varietà. Premio Valore del Lavoro a Conosce Qualcuno? di Daniel Bondì e Premio Rai Cinema Channel a A Me Resta la Speranza di Virginia Barret.

Premi Social Clip e spettacolo

La serata al Teatro Olimpico ha incluso momenti di divertimento, musica e spettacolo con il comico Greg e l'attore Antonio Giuliani che hanno aggiunto note di sapido ed ilare intrattenimento. Scena musicale aperta anche con i cantanti, il sanremese Giovanni Caccamo che ha proposto un medley dei suoi principali successi, Mirkoeilcane e Silvia Salemi. Ha presieduto la Giuria del Premio Social Clip dei Tulipani di Seta Nera, il maestro d'orchestra Vince Tempera, collaboratore di Francesco Guccini [VIDEO] dalla fine degli anni Settanta, sul palco del Teatro Olimpico per accompagnare Sara Galimberti con la quale ha scritto a quattro mani la sigla del Festival "Siamo noi quei fiori rari". "Il Paradiso è qua" è, invece, il titolo della videoclip di Andrea Pintucci che ha ottenuto il Premio Miglior Social Clip consegnato da Serena Gray. Notevole la soddisfazione del Presidente del Festival Diego Righini per la festa di un cinema sociale che si fonda sul consenso degli spettatori e non cede al ripiegamento sui problemi ma li espone traendone risorse.