Intervistato nel corso del famoso show radiofonico Ebro in the Morning, trasmesso dalla leggendaria stazione radiofonica di New York, Hot 97, Fat Joe – che in questo periodo pare particolarmente propenso a rilasciare interviste – ha condiviso con gli ascoltatori del programma un dettaglio non insignificante riguardante Prodigy, il rapper dei Mobb Deep, improvvisamente scomparso il 20 giugno dello scorso anno.

Il ricordo di Fat Joe

Parlando degli ultimi giorni di vita della leggendaria figura del Rap newyorkese, infatti, Fat Joe ha sottolineato la sua forte avversione per KRS-One, che, ai tempi dei Boogie Down Productions, s’inimicò l’intera popolazione del Queensbridge, in quella che fu un’accesissima faida verso la fine degli anni ottanta.

“Al funerale di Prodigy hanno ricordato come la sua rabbia verso KRS-One non si placò mai”, ha ammesso Joe, sospirando.

“Fino alla sua morte, si ritrovò ad odiare un uomo per il quale, in fondo, provava un immenso rispetto. Il problema è che non sopportava l’idea che avesse mancato di rispetto al suo Queensbridge, e quindi non poteva coprirlo di onori pubblicamente. Questo è l’hip-hop!”.

Storia di una faida

L’attrito tra KRS-One ed il Queensbridge a cui Fat Joe fa riferimento durante l’intervista con Ebro ha radici profonde, che trovano sede in uno dei capitoli più iconici e solenni della storia hip-hop statunitense: quando KRS-One, come accennato, faceva ancora parte dei Boogie Down Productions (insieme al defunto DJ Scott La Rock), il quartiere del Bronx (dal quale il duo, appunto, veniva) rivendicava con orgoglio il proprio titolo quale luogo natio della cultura hip-hop; un misunderstanding dai contorni quasi infantili, tuttavia, fece pensare a KRS che la Juice Crew (capitanata da MC Shan) avesse in una canzone attribuito la paternità del movimento al Queensbridge, e fu in seguito a questo episodio che si scatenò una “guerra” (soltanto a suon di musica, fortunatamente) che vide le due fazioni insultarsi senza esclusioni di colpi.

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Rap

La faida non durò molto, e presto i diretti interessati – MC Shan e KRS-One - diventarono buoni amici (complice, forse, una certa saggezza, dettata dall’incalzare della vecchiaia), ma dalle parole di Fat Joe traspare quella che oggi possiamo considerare una mentalità in chiave hip-hop che non esiste più, quella secondo cui l’onore del proprio quartiere e della propria gente va difeso a spada tratta, al di là di ogni necessità di far girare sempre e correttamente gli ingranaggi che muovono l’industria dell’intrattenimento; oggi, a volerla dire tutta, i rapper (salvo rare eccezioni) non fanno più della loro provenienza geografica un simbolo distintivo, perché l’hip-hop mainstream ha abbandonato le strade e si è consegnato senza scudi nelle mani del business più spietato.

Prodigy, come ha raccontato Fat Joe a Hot 97, è stato uno degli ultimi testimoni della generazione hip-hop che fu, e la prematura scomparsa non ha fatto altro che farlo entrare anzitempo nel mito.

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