"Da una vita che la vita me l'arrangio io / Ho avuto 30 motorini, neanche uno mio". E' questa una delle rime più popolari ed emblematiche della carriera di Achille Lauro, rapper e cantante capitolino che prenderà parte alla prossima edizione del festival di Sanremo. Una rima che non lascia spazio all'immaginazione e tantomeno alla finzione, perché quella raccontata nei testi di Lauro non é altro che la realtà del suo tortuoso percorso esistenziale.

Un percorso che l'artista classe 1990 ha deciso di raccontare nel libro 'Sono io Amleto', pubblicato il 15 gennaio 2019.

Nel testo, disponibile sia in versione cartacea che nel più economico formato E Book, Lauro De Marinis, questo il suo vero nome, ha raccontato senza censure gli anni della sua adolescenza e della prima giovinezza, entrambe vissute lontano dai genitori, durante cui ha perpetrato con continuità attività illegali quali spaccio di sostanze stupefacenti e furto di motorini, arrivando anche a prendere parte ad alcune rapine a mano armata.

Lo spaccio e il furto di motorini

"Ci fregavamo gli scooter, era un gioco – racconta Lauro a pagina 78 dell'edizione on line del libro – marinavamo il liceo. Che follia andare a scuola, pensavamo. Come Pinocchio e Lucignolo! [...] Poi abbiamo capito che potevamo farci qualche soldo".

Un gioco che nel corso del tempo è diventato sempre più pericoloso, anche perché associato al costante abuso di sostanze stupefacenti.

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"Ne avevamo rubati così tanti (Lauro si riferisce ai motorini, ndr) che iniziavamo a fare casini, anche perché stavamo sempre fatti e sciroccati – svela De Marinis a pagina 90 dell'edizione on line di 'Sono io Amleto', appena prima di iniziare a parlare dei suoi trascorsi come pusher – ci proposero di vendere un chilo di marijuana, accettammo. [...] 2000 euro di erba venduta in un attimo, abbiamo capito che potevamo guadagnare molto."

Un'attività di spaccio che si è via via intensificata, portando Lauro a commerciare anche sostanze ben più pericolose della cannabis, come la cocaina.

Attività descritta nel brano 'Pusher', il cui testo è presente anche nel libro, a pagina 91 dell'edizione on line: "Tagliavamo la coca in una cantina. Ogni dose in ogni bustina".

Le rapine a mano armata

Nel libro spazio anche ai racconti delle rapine a mano armata commesse in gioventù dal cantante, queste le parole di Achille Lauro: "La prima rapina la feci in un market speedy pizza. [..] Nel negozio siamo entrati con delle pistolette vere, incappucciati, ma non ho mai sparato e mai pensato di farlo.

[...] Passammo alle rapine, anche con la mia ragazza. C'era chi ci proteggeva, ma sarebbe potuto accadere anche a noi di essere rapinati. Tutto era connesso al giro di droga e spaccio che frequentavo".

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