Dopo "Gomorra", si replica con ZeroZeroZero, la nuova serie televisiva siglata da Stefano Sollima e tratta dal libro-inchiesta di Roberto Saviano, che andrà in onda su Sky nel 2020 per raccontare il viaggio della cocaina dal Messico fino alle basi della 'Ndrangheta in Calabria.

"La sfida di questo lavoro è stata quella di dire con le immagini quanto il testo di Roberto Saviano documenta mantenendo le intenzioni iniziali - ha affermato Sollima, accompagnato dallo scrittore partenopeo in occasione dell'incontro con la stampa, al Lido di Venezia il 5 settembre, per la presentazione fra gli eventi speciali fuori concorso di Venezia 76.

"Sono convinto che letteratura e audiovisivo costituiscano dei mezzi efficaci per comprendere il mondo attuale - ha aggiunto Saviano che ha anche ottenuto il Nastro D'Argento all'ultimo Festival di Berlino con il film "La Paranza dei Bambini" ispirato ad un altro suo omonimo romanzo. "ZeroZeroZero" spiega la globalizzazione del narcotraffico attraverso la sceneggiatura di Leonardo Fasoli e Maurizio Katz e la scelta di un cast internazionale con attori provenienti da tre continenti che parlano sei lingue diverse.

La complessità della produzione rispecchia intenzionalmente il passaggio della coca nelle diverse aree geografiche: Messico, Usa, Africa, Italia.

Un mercato come quello del petrolio

"Realizzare una serie televisiva su questo argomento significa poter guardare allo spirito del capitalismo - ha affermato Saviano - dato che la coca oggi è il mercato dei mercati paragonabile al petrolio. Il ricorso alla cocaina è stratificato nella quotidianità di moltissime persone che cercano esaltazioni artificiali per un generale stato di inadeguatezza verso la vita e insoddisfazione.

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Cinema

La cosa che maggiormente preoccupa è che i governi trascurano il problema ".

A Venezia sono stati proiettati i primi due episodi di "ZeroZeroZero" che mostrano un taglio abbastanza inedito nella regia di Sollima, concentrata, più che sulla costruzione di scenari di azione, sulla definizione circostanziata del tragitto, apparentemente ovattato e silente, della droga pronta a sbarcare nei mercati di destinazione e ad inserirsi in una micidiale normalità.

Centrale nel film è il ruolo di Chris Lynwood, il 33enne attore statunitense Dane Dehaan, che è l'armatore che organizza il trasporto e persevera nella sua funzione nonostante una grave malattia. "Abbiamo voluto descrivere l'aspetto dell'impatto nella sfera dell'economia - ha precisato Sollima - poichè i flussi finanziari legati alla cocaina possono investire qualsiasi altro ambito, dalla banca a tutto quello che acquistiamo.

La nostra è, soprattutto, una serie sul potere".

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