Paolo Jannacci, classe '72, è un compositore, pianista, arrangiatore e cantante che vanta nel suo background esperienze e collaborazioni degne di nota, ma forse poco conosciute. La sua personalità ed estro musicale sono innegabili: è eclettico e versatile, vero estimatore della musica a 360° e si presenta al Festival di Sanremo con il brano 'Voglio parlarti adesso'.

Il testo narra, in maniera delicata ma intensa, l’amore di un padre verso la figlia e l’inevitabile passare del tempo che rende adulti i bambini allontanandoli dai genitori. Il brano, a detta dell'artista, 'descrive l’esigenza di strappare alle stagioni della vita un piccolo momento immortale' nonostante l'allontanamento sia doloroso e difficile da accettare ma del tutto normale e naturale.

Ne scaturisce anche una promessa, quella cioè di essere per la figlia sempre un punto di riferimento nonostante le proprie fragilità ed insicurezze.

Nella serata del 6 febbraio dedicata alle cover vedremo Paolo Jannacci interpretare sul palco del Teatro Ariston il brano Se me lo dicevi prima. Il pezzo fu portato al Festival nel 1989 dal padre, Enzo Jannacci, mentre come ospiti della performance sono stati scelti Francesco Mandelli, regista e attore ed il musicista-concertista Daniele Moretto.

Alla vigilia dell'inizio della kermesse canora, Blasting News ha intervistato in esclusiva il musicista.

Intervista a Paolo Jannacci

Paolo, come stai, come ci si sente a pochi giorni dall'inizio del Festival di Sanremo?

'Molto bene, molto emozionato, spero di poter fare la differenza'.

Già da qualche settimana la tua vita è frenetica, ricca di impegni, prove ed interviste. Ma c'è qualcosa di costante e che ti dà energia e serenità ogni giorno, un momento tutto tuo di pace, un pensiero, un'abitudine?

'Beh, mia figlia e anche quel momento, con il mio pianoforte, in cui viaggio ovunque e senza tempo.

Va bè dai, anche i momenti con mia moglie'. (ride).

Sei uno di quei Big in gara che potremmo definire tranquillamente più raffinati, pacati, che non hanno fatto "gossip" e che non hanno scatenato polemiche. Cosa ci dobbiamo aspettare dal tuo brano e dalla tua performance, ci sorprenderai?

'Certo! Perché il valore musicale di questa produzione è alto e non si misura con il gossip.

Il valore si percepisce dallo studio e dal talento'.

Com'è nata la partecipazione a Sanremo e cosa rappresenta per te il Festival?

'Nasce da un’idea del mio produttore Maurizio Bassi. Fu lui a propormi il brano e un nuovo percorso. Il Festival è il momento musicale più interessante del nostro paese. È un onore parteciparvi'.

Cosa ci dici della serata sanremese delle cover? Hai scelto di proporre un brano di tuo padre...

'Per me è una grande emozione portare su un palco così importante questo brano'.

Sarai accompagnato da Francesco Mandelli, noto regista ed attore comico e da Daniele Moretto, concertista-musicista. Come mai questa scelta?

'Ho invitato due grandi artisti perché so che con loro farò la differenza'.

Sei figlio d'arte, per cosa hai reso più fiero di te tuo padre?

'Non lo so. Penso per esser stato un buon figlio e un’artista che gli ha dato delle soddisfazioni. Anche perché amava il fatto che sapessi aggiustare tutto e lo aiutassi con la tecnologia'. (ride)

In cosa senti di assomigliargli e in cosa sei del tutto diverso?

'Forse sono più pratico e con i piedi per terra, lui è sempre stato più un sognatore'.

Qual è l'insegnamento o il momento che serbi di lui con più emozione?

'I nostri sguardi sul palco. Soprattutto i suoi per me. Il nostro lessico, enigmatico per gli altri'.

Jannacci parla della cover del brano del padre

Nel 1989 Paolo Jannacci seguì con pathos l'esibizione del padre a Sanremo e si ricorda di averlo guardato con apprensione mentre, grazie al testo del brano, parlava ai giovani e cercava di dissuaderli dall'uso dell'eroina.

'Penso che papà ne sarebbe fiero', aggiunge Paolo Jannacci riferendosi proprio alla cover del pezzo Se me lo dicevi prima. 'Dedico questo brano a tutti quelli che fanno fatica, a coloro che sono caduti o che rischiano la vita per gli altri e per rendere il nostro paese un posto migliore'.

Relativamente al duetto che vedremo al Festival di Sanremo, Francesco Mandelli viene considerato da Paolo Jannacci non solo un bravo attore, ma anche un ottimo musicista dal senso musicale e del ritmo molto spiccato. Lo stesso Mandelli si era presentato a Sanremo 2015 tra i Big insieme al suo socio Biggio. Paolo Jannacci afferma inoltre che di Mandelli apprezza la grande sensibilità e l'amore che nutre verso Enzo Jannacci, inoltre condivide con l'attore la voglia di aiutare chi davvero ha bisogno.

Daniele Moretto invece viene descritto da Jannacci non solo come un grande musicista, internazionale e nazionale, ma anche come un fratello. Lo stesso infatti ha fatto squadra con lui e il padre per più di 20 anni di attività artistica.

Curiosità su Paolo Jannacci

Paolo Jannacci è un artista eclettico e versatile che davvero ha fatto di tutto nella vita a livello artistico-musicale. Dal 2010 al 2012 è stato pianista e direttore musicale a Zelig, condotto in quegli anni da Claudio Bisio. Per J-AX è stato pianista e performer dal 2015.

Nel 2019 è stato "ospite" di Enrico Nigiotti duettando con lui proprio al Festival di Sanremo. Sempre all'Ariston ha rivestito anche il ruolo di musicista e ha fatto parte della giuria di qualità nel 2014.

In veste di arrangiatore ha lavorato a tutti gli album di Enzo Jannacci, suo padre, dal 1994 al 2013.

Ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti, tra questi citiamo: la Targa Tenco nel 2002 per il brano Lettera da lontano, definita miglior canzone italiana. Inoltre ha collaborato per diversi anni al Premio Tenco, nello specifico nel 1996, 1998, 2002, 2003 e 2005.

Paolo Jannacci ha anche scritto di suo pugno Aspettando al Semaforo, per Mondadori, unica biografia su Enzo Jannacci 'che racconta qualcosa di vero', lo affermano lui stesso e gli addetti ai lavori.

Suona musica pop e jazz nelle sue formazioni e nel gruppo tributo permanente al padre, In Concerto con Enzo. Di recente uscita invece, ottobre 2019, l'album che segna il suo debutto come cantautore, intitolato Canterò, prodotto da Ala Bianca Records e distribuito da Warner.

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