La 77^ Mostra Internazionale di Arte Cinematografica che si svolgerà al Lido di Venezia dal 2 al 12 settembre è stata presentata il 28 luglio nella storica sede di Cà Giustinian in un incontro aperto alla stampa accreditata e diffuso in diretta streaming. L'edizione 2020 include il modello organizzativo necessariamente indotto dalle misure di sicurezza antiCovid ma ricolloca il Cinema e la Cultura nell'ambito dello slancio della ripresa.

"Abbiamo fortemente voluto quest'evento - ha subito affermato il presidente della Biennale Roberto Cicutto - senza dimenticare le numerose vittime della pandemia e neanche le gravi conseguenze economiche che tutti i settori stanno affrontando, compreso quello dello spettacolo dal vivo.

Pur dovendoci adeguare alle normative che la contingenza attuale ci induce ad applicare, non avremmo mai rinunciato alla Mostra in presenza. Anzi è molto importante che tutte le attività espositive della Biennale si svolgano con la partecipazione fisica del pubblico poichè rifiutiamo il ricorso per intero alla modalità on line. Nonostante le restrizioni e alcuni criteri selettivi che abbiamo dovuto adottare, il Festival veneziano non perde in qualità e ampiezza dei contributi con i films in concorso e fuori gara".

Una kermesse che sarà anche un laboratorio

Venezia 77 sarà anche una nuova sperimentazione sul campo. Le parole sono ancora del Presidente Cicutto e sottolineano la novità di quest'anno che potrà assurgere a sintesi organizzativa per future analoghe manifestazioni.

Non ci saranno biglietterie fisiche e conseguenti possibilità di code ed il supporto on line è stabilito per l'acquisto dei biglietti e l'ingresso nelle sale di proiezione. I posti saranno distanziati con l'alternanza fissa di un posto occupato e di uno vuoto anche se si facesse parte di un medesimo nucleo familiare.

A restare è il fascino del grande schermo e per agevolare l'affluenza di cinefili "veterani" o "neofiti" sono state aggiunte due arene, una al pattinodromo del Lido a fianco del Palabiennale e l'altra ai Giardini. Quest'ultima è già in funzione poichè ospita una mini rassegna sui Classici restaurati, grandi capolavori del passato.

L'intera sezione di Venezia Classici si sposterà, invece, a Bologna dal 25 al 31 agosto per la 34^ edizione del Cinema Ritrovato promosso dalla Cineteca bolognese. Un'ulteriore iniziativa di rilievo è la Mostra allestita nel padiglione centrale dei Giardini che si compone di tutte e sei le sezioni costitutive della Biennale: Cinema, Teatro, Musica, Danza, Arte, Architettura. L'intento è l'avvio di un progetto di ricerca sull'arte contemporanea che può trovare a Venezia una "casa", un centro propulsivo che accolga pluralità e varietà identificative delle arti in una funzione distintiva e amalgamante nella complessità dei contenuti della Biennale.

I film di Venezia 2020

La carrellata sui film di Venezia 77 è stata illustrata dal Direttore Alberto Barbera.

Per la sezione Biennale College rivolta alla formazione di cineasti emergenti i titoli sono due: "El Arte de Volver" dello spagnolo Pedro Collantes e "Fucking with nobody" della finlandese Hannaleena Hauru.

Fuori Concorso "Non fiction" (il termine documentario, afferma Barbera, sta diventando meno preferibile) ci saranno "Sportin Life" di Abel Ferrara con Willem Dafoe; "Crazy not Insane" di Alex Gibney su abissi e contraddizioni della mente criminale; "Greta" di Nathan Grossman sulla giovane attivista svedese per i diritti ambientali.

"Salvatore, Shoemaker of dreams" di Luca Guadagnino spiega chi era Salvatore Ferragamo; "Final Account" di Luke Holland contiene testimonianze di parte nazista sull'Olocausto, mentre "La verità su La Dolce Vita" di Giuseppe Pedersoli è un omaggio a Fellini con documenti inediti e suggestioni del Cinema anni Sessanta.

A "Molecole" di Andrea Segre è riservata la preapertura della Mostra l'1 settembre; "Narciso Em Ferias" di Renato Terra racconta l'arresto di Caetano Veloso nel 1968 durante la dittatura militare e per "Paolo Conte, Via con me" di Giorgio Verdelli (nel cast Roberto Benigni, Luca Zingaretti e Caterina Caselli) è prevista la partecipazione di Paolo Conte a Venezia l'11 settembre.

"Hopper-Welles" è l'avvincente conversazione del regista Dennis Hopper con Orson Welles del novembre 1970 su politica, cristianesimo, famiglia, cinema e "City Hall" di Frederick Wiseman è il documentario su Boston, città natale del celebre regista novantenne.

Sono inseriti Fuori Concorso ma come cinema di finzione: "Lasciami Andare", di Stefano Mordini, thriller psicologico con Stefano Accorsi e Valeria Golino; "Mandibules" di Quentin Dupieux , singolare narrazione di cosa può succedere se si trova nel bagaglio dell'auto una mosca gigante; "Love after love", raffinato melodramma della regista cinese Ann Hui.

"Assandira" del sardo Salvatore Mereu è tratto dal romanzo di Giulio Angioni (nel cast Gavino Ledda); The Duke di Roger Michell, regista di "Notting Hill", è riconducibile alla commedia sociale inglese mentre "Night in Paradise" diretto dal coreano Park Hoon Jung definisce personaggi complessi e non stereotipati.

"Mosquito State" del regista polacco Filip Jan Rymsza mischia fantascienza e horror. Le Proiezioni Speciali fuori concorso sono tre: "30 Monedas" di Alex De La Iglesias; "Princesse Europe" di Camille Lotteau; "Omelia Contadina" di Alice Rohrwacher.

Sezione Orizzonti

E' la parte del concorso internazionale che riunisce quest'anno 12 cortometraggi fra i quali è da segnalare "Being My Mom" per il debutto nella regia di Jasmine Trinca.

I lungometraggi della stessa sezione sono: "Mila" (Apples) di Christos Nikou, produzione greco-polacca e slovena; La Troisieme Guerre", opera prima di Giovanni Aloi; "Milestone" dell'indiano Ivan Ayr.

"The Wasteland" è dell'iraniano Ahmad Baharami e "The man who sold his skin" della regista tunisina Kaouther Ben Hania, mentre "I Predatori" tratteggia la satira incandescente di Pietro Castellitto.

"Mainstream" di Gia Coppola è un lavoro della nipote del celebre Francis Ford Coppola; "Lahi, Hayop" è siglato dalla regia di Lav Diaz che svolge una critica del regime filippino e "Zanka Contact" è la produzione belga e marocchina diretta da Ismael El Iraki.

"Guerra e Pace" di Martina Parenti e Massimo D'Anolfi fissa lo sguardo sulle conseguenze della guerra; "La Nuit Des Rois" di Philipe Lacote descrive scenari e tradizioni dell'Africa sub-sahariana; "The Furnace" di Roderick Mackay è una produzione australiana.

"Careless Crime" è dell'iraniano Shahram Mokri e "Gaza Mon Amour" dei due registi palestinesi Tarzan e Arab Nasser. "Selva Tragica" della regista Yulene Olaizola riunisce una produzione di Messico, Francia, Colombia; "Nowhere Special" di Uberto Pasolini, parente del grande Pierpaolo, ha nel cast James Norton e narra la strenuità degli affetti familiari.

"Listen" è l'opera della giovane regista portoghese Ana Rocha De Sousa; "The best is yet to come" è il film drammatico del cinese Wang Jing mentre "Yellow Cat" introduce elementi di comicità con la regia del kazako Adilkhan Yerzanov.

I films candidati al Leone D'Oro

Le opere che si contenderanno l'assegnazione del Leone D'Oro di Venezia 77 sono le seguenti:

  • "In Between Dying" di Hilal Baydarov;
  • "Le Sorelle Macaluso" di Emma Dante;
  • "The World To Come" di Mona Fastvold.
  • "Nuevo Orden" di Michel Franco;
  • "Amants" di Nicole Garsia;
  • "Laila in Aifa" di Amos Gitai;
  • "Dorogie Tovarischi" di Andrei Konchalovsky;
  • "Spy no Tsuma" (la moglie della spia) di Kiyoshi Kurosawa;
  • "Sun Children" di Majid Majidi;
  • "Pieces of a Woman" di Kornel Mundruczò;
  • "Miss Marx" di Susanna Nicchiarelli;
  • "Padrenostro" di Claudio Noce;
  • "Notturno" di Francesco Rosi;
  • "Never Gonna Snow Again" di Malgorzata Szumowska e Michal Englert;
  • "The Disciple" di Chaitanya Tamhane;
  • "And tomorrow the entire world" di Julia Von Heinz;
  • "Quo Vadis Aida?" di Jasmila Zbanic;
  • "Nomadland" di Chloe Zhao.

Sono quattro i film italiani in concorso e complessivamente otto su diciotto le registe donna presenti al Festival (quasi raggiunto l'obiettivo della metà preannunciato lo scorso anno), anche se Alberto Barbera ha dichiarato di legare la scelta dei titoli alla qualità oggettiva e non al parametro della parità di genere.

L'apparato organizzativo è pronto a mettere in moto la 77^ Mostra del Cinema di Venezia, un'edizione particolare che, nonostante tutto, esprime il ciclopico caleidoscopio di sempre, fatto di proposte, visioni, interpretazioni della realtà, unendo l'immancabile attrattività e glamour che rendono il Cinema uno straordinario strumento comunicazione e democrazia culturale.

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