La città di Venosa, che ha dato i natali al poeta latino Orazio, è ufficialmente tra le candidate al titolo di capitale italiana della cultura 2022. Venerdì 31 luglio è stato inviato al Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo (Mibact) il dossier di candidatura che delinea il programma delle attività culturali da realizzare nel 2022 in caso di proclamazione, accompagnato da strategie, obiettivi e margini di sostenibilità del progetto.

In una conferenza stampa tenutasi presso la sala del trono del castello Pirro del Balzo, la sindaca di Venosa, Marianna Iovanni, insieme a Raffaele Vitulli, presidente del cluster Basilicata Creativa, che ha coordinato le fasi di co-progettazione del dossier, hanno illustrato i punti salienti del programma.

Il dossier di Venosa 2022 predisposto coinvolgendo il tessuto associativo locale

Il lavoro di co-progettazione, partito lo scorso mese di gennaio, ha coinvolto il tessuto associativo della città di Orazio e si è avvalso della consulenza di un comitato scientifico formato da personalità del mondo accademico, della ricerca e della cultura.

Attraverso il dossier di Venosa 2022 si vuole proporre una nuova visione della cultura che, da strumento per intrattenere ed educare, si trasformi in mezzo innovativo per risolvere le fragilità delle comunità. L'attenzione viene posta in particolare sulla cura delle persone di tutte le fasce sociali e anagrafiche.

Convivenze armoniche per progettare il futuro nel segno dell'innovazione

Il titolo del dossier è "Convivenze armoniche", poiché si vuole aggregare e mettere in sinergia tra loro, per generare processi di innovazione, tutti gli attori (istituzioni, organizzazioni, imprese e persone) che agiscono nel territorio di Venosa e nella più ampia area geografica del Vulture.

Nel documento sono presenti cinque grandi temi da sviluppare nell'eventuale anno da capitale:

  • eredità culturali;
  • salute, resilienza, multiculturalità e partecipazione;
  • uso, riuso e design degli spazi urbani;
  • turismo trasformativo;
  • microimprenditorialità culturale.

Venosa 2022 per proseguire il percorso avviato con Matera 2019

La candidatura di Venosa a capitale italiana della cultura 2022 segue la scia di quello che è stato l'anno di Matera da capitale europea della cultura 2019.

Com'è avvenuto lo scorso anno, quando tutte le aree della Basilicata hanno provato a dare il proprio contributo in termini di offerta culturale, anche nel caso di Venosa si punta a coinvolgere tutte le forze attrattive e le migliori risorse della regione. Solo così potranno innescarsi quei meccanismi virtuosi utili da un lato a uno sviluppo turistico sostenibile e compatibile con la qualità dei luoghi, dall'altro alla crescita delle imprese culturali e creative.

Strategie chiave del progetto Venosa capitale italiana della cultura

Le strategie alla base del progetto di Venosa 2022 sono chiare:

  • il programma culturale nella sua interezza è inedito e nato dal basso;
  • il progetto si prefigge di eliminare le fragilità della comunità;
  • le attività saranno destinate ai microsistemi locali;
  • altri comuni e borghi lucani saranno direttamente coinvolti;
  • saranno sperimentate collaborazioni tra artisti, creativi, esperti di digitale, ricercatori, operatori culturali e turistici, organizzazioni del terzo settore.

L'obiettivo è promuovere strategie di investimento in innovazione culturale per affrontare le difficili sfide future che attendono la Basilicata, come la riduzione del fenomeno dello spopolamento, la salvaguardia ambientale, il sostegno alle nuove generazioni, la tenuta del sistema economico e sociale.

Una candidatura che porterà i suoi frutti a prescindere dall'esito finale

Il presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, presente alla conferenza stampa, ha evidenziato come la candidatura di Venosa sia figlia di un strategia che vuole dare rilievo a valori di comunità e cittadinanza, oltre alla dimensione artistica, creativa e culturale.

Inoltre si è assunto l'impegno - nel caso in cui Venosa non guadagnasse il titolo di capitale italiana della cultura - a non disperdere l'esperienza della candidatura e tutto il lavoro svolto, assicurando che verranno messi a frutto con il sostegno della Regione Basilicata.

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