Dall'8 giugno alla Galleria Borghese di Roma gli appassionati d'Arte possono ammirare le opere più diverse dell'artista britannico Damien Hirst con una mostra dal titolo Damien Hirst Archeology Now. La collezione si basa su una leggenda: la scoperta di un antico relitto in cui sono stati trovati dei tesori.

A cura di Anna Coliva e Mario Codognato, l'esposizione sarà visibile fino al 7 novembre di quest'anno.

La mostra

Le opere esposte sono davvero molte e fatte ognuna di un materiale diverso: si va dal marmo fino ai mosaici e allo stucco. Ci sono 80 pezzi dalla collezione 'Treasures from the Wreck of the Unbelievable'. La serie era già stata esposta nel 2017 a Palazzo Grassi e Punta della Dogana a Venezia.

In tutti i vari capolavori si vede la complessità artistica che, secondo gli studiosi, ha da sempre caratterizzato Damien Hirst.

Sono presenti anche dei dipinti d'arte contemporanea che fanno parte di una mostra del 2016 chiamata Colour Space, arrivata per la prima volta sul territorio italiano. Questi ultimi si possono osservare nel giardino esterno, dove vi è anche l'imponente scultura di Hydra e Kali. Durante il percorso gli osservatori potranno entrare nella fantasia legata all'arte di Damien Hirst e riuscire a catapultarsi in un mondo del tutto surreale.

Damien Hirst

L'artista britannico nasce a Bristol. In seguito si trasferisce a Londra, dove studia, interessandosi all'arte già in giovane età.

Ottiene un grande richiamo con la sua prima mostra, chiamata Freeze. Nella sua arte si passa per varie tematiche: dalla vita alla scienza, dalla paura al dolore, dalla fantasia alla morte. Quest'ultima è quella che viene più usata nelle sue istallazioni in tutte le sue sfaccettature.

Una delle opere che ha suscitato maggiore scalpore tra il pubblico è quella chiamata 'The physical impossibility of death in the mind of someone living, 1991'.

Egli imbalsamò uno squalo lungo 4 metri acquistato da un pescatore dell'Australia, usando 200 siringhe per immobilizzarlo. Si tratta di una delle opere dello scenario dell'arte contemporanea più ricordata di sempre, sia negativo, sia in positivo. Gli animalisti ne sono rimasti completamente indignati.

Un'altra sua opera molto famosa è 'For the Love of God', in cui Hirst prende un teschio con denti e lo ricopre interamente di diamanti.

La particolarità di questo artista, che ha ribaltato l'idea di arte tradizionale, è ora possibile vederla alla Galleria Borghese a Roma. Qui Damien Hirst ha voluto trasportare idealmente i visitatori in un "nuovo mondo", in cui il passato crea un legame con l'arte contemporanea.