Brigitte Bardot, scomparsa a 91 anni nella sua villa tra Cannes e Saint‑Tropez, ha radicalmente mutato le regole dello stile del suo tempo con un guardaroba "tanto essenziale quanto iconico, svelto, audace e sensuale". Ha imposto un nuovo immaginario femminile libero e quotidiano. Nata a Parigi nel 1939, Bardot ha vissuto la sua rivoluzione estetica tra gli anni Cinquanta e Sessanta, sfuggendo alle convenzioni imposte dall’haute couture parigina e portando nella vita di tutti i giorni capi come magliette a righe marinière, pantaloni capri, gonne a ruota, abitini prendisole floreali in pizzo o lino leggero.

Tra gli elementi più iconici del suo stile figura lo scollo Bardot, il modello con le spalle scoperte, «talmente iconico, amato e indossato sia ieri che oggi, da essersi aggiudicato il suo nome». Ma Bardot contribuì in modo determinante anche al boom del bikini, apparendo sulle spiagge della Costa Azzurra poco dopo il successo di È Dio creò la donna (1956), diretta dal marito Roger Vadim.

Non fu solo una questione di abiti: Bardot rese iconici anche accessori e gesti quotidiani. Fu lei, ad esempio, a chiedere alla storica azienda parigina Repetto di trasformare le scarpe da danza in ballerine da passeggio, eppure preferiva camminare a piedi nudi per Saint‑Tropez, contribuendo a trasformare quel borgo di pescatori in meta chic.

Anche il suo make‑up – trucco nero deciso sugli occhi – e il taglio di capelli biondo con frangia «a tendina», restano parte della sua eredità stilistica. Nel suo guardaroba entravano anche fasce per capelli, borse di paglia, ballerine, abiti off‑shoulder, tailleur e capi in sangallo, che divennero un «lessico universale della femminilità».

Lo stile quotidiano come simbolo di libertà

Nella seconda metà del Novecento, la moda era ancora dominata da creazioni sartoriali e silhouette perfette. Bardot introdusse invece un linguaggio di libertà e naturalezza, trasformando capi semplici in potenti simboli. La sua capacità di rendere imprescindibili maglie a righe, jeans, abiti off‑shoulder e ballerine rifletteva un passaggio decisivo dalla couture al prêt‑à‑porter, moderno e democratico.

In particolare, lo scollo alla Bardot, benché esistesse già nel XIX secolo, divenne trendy proprio grazie al suo uso.

Il bikini e l'emancipazione femminile

Il bikini è nato ufficialmente il 5 luglio 1946 a opera di Louis Réard, ma restò un capo controverso per anni. La ribalta arrivò con Bardot, che nei primi anni Cinquanta si fece fotografare in due pezzi sulle spiagge di Cannes, contribuendo a farlo accettare come capo mainstream. Questo gesto fu più di una provocazione: fu «la dichiarazione di un corpo che non chiedeva permesso». Il bikini divenne così parte integrante di un modello di femminilità emancipata, in continuità con l’estetica spontanea e disinvolta di Bardot.

Bardot fu insomma artefice di uno stile che mescolava innocenza e sensualità, rifiutava la perfezione impostata e privilegiava la propria autenticità: «Sono stata me stessa, tutto qui. Io, autentica, a modo mio!» scrisse nella sua autobiografia Io, Brigitte Bardot, a cura di Henry‑Jean Servat (2016).

La sua moda visse fuori dai set cinematografici – pur avendo utilizzato anche i suoi veri abiti in oltre cinquanta film – e il suo stile quotidiano, fresco e personale, restò visibile anche dopo il ritiro nel 1974 nella sua villa nel sud della Francia.