Checco Zalone torna al cinema giovedì 25 dicembre con Buen Camino, pronto a sfidare “Avatar: Fuoco e cenere”, già in sala dal 17 dicembre. Questo duello cinematografico è l’evento centrale del weekend festivo, all’interno di un’offerta pensata per pubblici diversi.

Oltre al film di Zalone – diretto da Gennaro Nunziante e interpretato anche da Beatriz Arjona, Letizia Arnò, Martina Colombari, Hossein Taheri e Alfonso Santagata – si affiancano altri tre titoli: “Primavera” di Damiano Micheletto, ambientato nella Venezia settecentesca e incentrato su Antonio Vivaldi; “FILMLOVERS!” di Arnaud Desplechin, che celebra i 130 anni del cinematografo dei fratelli Lumière; e “La mia famiglia a Taipei” di Shih‑Ching Tsou, una fiaba contemporanea distribuita da I Wonder.

La trama di “Buen Camino” è nota: un padre egocentrico eredita una somma importante e intraprende il Cammino di Santiago per ritrovare la figlia Cristal, scomparsa lungo il tragitto. Cercherà di rimediare a modo suo, tra riflessione e commedia.

Il confronto con Avatar

“Avatar: Fuoco e cenere” è nelle sale italiane dal 17 dicembre e ha già avuto un esordio di grande impatto. In cinque giorni – comprese le anteprime – ha incassato 7.095.464 euro, distribuito su 551 schermi con una media per sala di 10.738 euro.

“Buen Camino” arriva il 25 dicembre distribuito da Medusa Film in 1.000 sale. Zalone, durante la conferenza stampa, ha detto: “È inutile essere ipocriti... ci aspettiamo di fare i soldi – anche i possibili futuri incassi di questo film possono far bene a tutto il comparto”.

E ha aggiunto: “Questo James, come si chiama, Camerun – dovrebbe svegliarsi il 26 e chiedersi ‘ma chi è sto Zalone’”.

La sfida si basa sui numeri del passato: i cinque film precedenti di Zalone, quattro diretti da Nunziante, hanno incassato oltre 220 milioni di euro. Il maggior successo è stato “Quo vado?” (2016) con oltre 65 milioni di euro, che ha conquistato sia il primato nazionale per un film italiano sia il secondo posto nella classifica nazionale assoluta, dietro solo al primo Avatar. Seguono “Sole a catinelle” (2013) con oltre 51 milioni di euro, “Tolo Tolo” (2020) con oltre 46 milioni, “Che bella giornata” (2011) con oltre 43 milioni di euro, e “Cado dalle nubi” (2009) con 14 milioni di euro.

Zalone ha espresso incertezza sul target più giovane: “Loro sono abituati a fruire la comicità in maniera immediata [...] l’idea di tenere dei ragazzini scalmanati fermi per un’ora e mezza al cinema mi spaventa, vediamo come va.”

Il ritorno di Zalone e Nunziante

Il Natale segna il ritorno al cinema di Checco Zalone dopo cinque anni, alimentando l’attesa non solo dei fan ma dell’intero settore cinematografico italiano. La collaborazione con Nunziante segna una ripresa della formula che ha garantito successi trasversali.

“Buen Camino” offre un percorso di redenzione reso comico e sentimentale, e si inserisce in un periodo favorevole per il cinema in sala. Dopo una fase difficile, gli introiti tra Natale e l’Epifania sono tornati a crescere: dai 38,3 milioni del 2022 ai 55,6 milioni del 2024, con un mercato in ripresa e una quota di titoli italiani sul 43 %.

Se le previsioni saranno confermate, il Natale 2025 potrebbe superare i livelli pre‑Covid, attorno ai 68 milioni di euro.

In questo contesto, il ritorno di Zalone, insieme alla spettacolarità visiva e narrativa di “Avatar: Fuoco e cenere”, delineano le strategie del cinema italiano e internazionale per le festività.

Chi è Gennaro Nunziante, il regista di Buen Camino

Gennaro Nunziante è uno dei registi e sceneggiatori più riconoscibili del cinema italiano contemporaneo, noto soprattutto per il suo stile ironico, popolare e fortemente legato alla commedia di osservazione. Nato a Bari nel 1969, Nunziante ha costruito la sua carriera combinando satira sociale, comicità diretta e personaggi capaci di intercettare il grande pubblico.

Il grande successo arriva con la collaborazione con Checco Zalone, con il quale firma alcuni dei film italiani più visti di sempre, da Cado dalle nubi a Quo vado?, passando per Che bella giornata e Sole a catinelle. In queste opere, Nunziante si distingue per la capacità di raccontare l’Italia contemporanea attraverso il sorriso, utilizzando l’ironia come strumento di critica leggera ma efficace.

Con Buen Camino, Nunziante sceglie un registro diverso, più intimo e riflessivo, pur mantenendo il suo inconfondibile tocco narrativo. Il film segna un’evoluzione nel suo percorso artistico, puntando su una storia di viaggio e cambiamento interiore, in cui il cammino diventa metafora di crescita personale. Buen Camino conferma così la versatilità di Nunziante, capace di rinnovarsi senza rinunciare alla sua identità autoriale.