Il Museo Egizio di Torino ha chiuso il 2025 con un nuovo record di affluenza: 1.273.354 visitatori, segnando un incremento del 22,8% rispetto ai 1.036.689 registrati nel 2024, anno del bicentenario. Aprile è stato il mese più frequentato, con un aumento del 28,5% rispetto all'aprile 2024, mentre maggio ha fatto segnare l'aumento annuo più significativo, con un +35,5%. Questo dato, sottolineato in una nota ufficiale, conferma la crescente attrattività del museo, nonostante le difficoltà logistiche legate al cantiere per la realizzazione della "piazza Egizia".
Questi numeri dimostrano come il Museo Egizio abbia consolidato il proprio ruolo di polo culturale di rilievo nazionale, registrando un'ampia partecipazione del pubblico e segnando un deciso aumento nei flussi di visitatori.
Un luogo storico nel cuore di Torino
Il Museo Egizio, fondato nel 1824 quando Carlo Felice di Savoia acquistò la prima importante collezione dal console Bernardino Drovetti e la collocò nel palazzo del Collegio dei Nobili, è il più antico museo al mondo dedicato interamente alla civiltà egizia. Il nucleo iniziale, costituito da migliaia di reperti, crebbe in seguito grazie agli scavi condotti da Ernesto Schiaparelli e Giulio Farina tra il 1903 e il 1937. Oggi il museo conserva circa 40.000 reperti, di cui 3.300 esposti nelle sale e circa 12.000 nelle Gallerie della Cultura Materiale, su una superficie visitabile di 12.000 metri quadrati distribuiti su quattro piani.
Le sale sono dotate di un sofisticato impianto igrotermico e di sistemi di sicurezza attivi 24 ore su 24.
Il museo è gestito dalla Fondazione Museo delle Antichità Egizie, costituita nel 2004 con sede a Torino. Tra i soci fondatori figurano il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, la Regione Piemonte, il Comune e la Compagnia di San Paolo. A essa è affidata la valorizzazione, la promozione e la gestione strutturale, funzionale ed espositiva del museo, grazie anche a fondi significativi, sia ordinari sia di progetto.
Sviluppi futuri e rinnovamento
Il 2025 è arrivato dopo un anno del bicentenario segnato da allestimenti rinnovati, come quelli dedicati alla tomba di Kha e Merit, e investimenti per il miglioramento dell'accessibilità e delle aree espositive, a cui si sommano le attività di ricerca e formazione.
Il direttore Christian Greco ha sottolineato l'ambizione del Museo di essere «non solo custode della memoria, ma ricostruttore del passato». Ha inoltre evidenziato che, nonostante i ritardi nella parte del bookshop e delle attività didattiche, la parte ipogea del museo è quasi completata e si prevede l'inaugurazione del secondo segmento dei lavori con la presenza del Presidente Mattarella entro novembre dell'anno prossimo.
La crescita costante delle presenze testimonia il successo di un modello gestionale che coniuga rigore scientifico, innovazione espositiva e capacità attrattiva. Nel corso degli anni il Museo Egizio ha dimostrato di saper intercettare nuove modalità di fruizione, trasformandosi in un punto di riferimento per la ricerca e la divulgazione della civiltà egizia in Italia.