Don Henley, voce e batterista degli Eagles, ha annunciato con fermezza che “il 2026 sarà l’anno della fine degli Eagles e mi sta bene”. Questa dichiarazione, rilasciata durante un'intervista a CBS Sunday Morning, segna un momento cruciale per il futuro della celebre band, formatasi nel 1971.
Henley ha confermato di aver espresso in passato sentimenti analoghi, ma ha ora sottolineato il carattere definitivo della decisione, motivata dal desiderio di “passare più tempo con la mia famiglia”, dedicarsi alla “coltivazione di ortaggi e ai viaggi”. Ha spiegato che durante le tournée si vedono principalmente aeroporti e alberghi, limitando la possibilità di esplorare i luoghi visitati.
Il suo intento è ora quello di “ritornare in alcuni dei posti dove sono stato e vedere di più”.
Il musicista, che ha 79 anni e si impegna attivamente in organizzazioni non profit per la tutela ambientale, ha anche fatto riferimento agli “acciacchi” legati all’età, menzionando la probabile necessità di un intervento alla schiena a causa della postura sul set di batteria e un calo vocale. La carriera degli Eagles, costellata di successi, ha visto nella formazione originale Glenn Frey, Don Henley, Bernie Leadon e Randy Meisner. Dopo la scomparsa di Frey nel 2016, la band si è arricchita con il figlio Deacon e il chitarrista Vince Gill. Attualmente, gli Eagles sono impegnati in un’inedita residency al Las Vegas Sphere, che si concluderà il 28 marzo, dopo essere stata estesa da otto a 56 concerti.
“Sono 53 anni che suoniamo per la gente e si dice che la musica sia una medicina, e le persone hanno particolarmente bisogno di questa medicina ora”, ha affermato Henley, evidenziando il legame speciale tra palco e pubblico. Ha aggiunto che, una volta concluso il tour, il pubblico “dovrà accontentarsi della nostra musica e dei video degli show”, vivendo “di ricordi”.
Una conclusione dolce e meditata
La scelta annunciata da Henley si inserisce nel contesto del tour d'addio, intitolato The Long Goodbye, iniziato nel 2023 e attualmente in corso al Sphere di Las Vegas. Qui gli Eagles stanno realizzando la residency più lunga mai ospitata dalla venue, con 56 performance. Il concerto finale è previsto per il 28 marzo 2026.
Considerata l’età avanzata dei membri fondatori – Henley ha 79 anni, mentre Joe Walsh e Timothy B. Schmit si avvicinano agli ottanta – la decisione appare realistica e ponderata. Henley è consapevole dei propri limiti fisici, come dimostrano le sue dichiarazioni riguardo a un possibile intervento alla schiena e al cambiamento della voce.
Il retaggio e l’eredità della band
Dalla sua fondazione nel 1971, la band ha attraversato diverse epoche musicali, evolvendosi pur mantenendo uno stile distintivo, caratterizzato da armonie vocali e canzoni che sono entrate nell’immaginario collettivo. L'album Their Greatest Hits (1971‑1975), pubblicato nel 1976, è stato il primo a ottenere quattro certificazioni di diamante dalla RIAA, superando i 42 milioni di copie vendute globalmente.
L'album Hotel California, uscito nel 1976, si posiziona come il terzo album più venduto negli Stati Uniti, preceduto solo da Greatest Hits e Thriller di Michael Jackson.
Con l'ingresso recente di Deacon Frey, figlio di Glenn Frey, e di Vince Gill, gli Eagles hanno saputo rinnovarsi, mantenendo un forte legame con la propria storia. Questo ha trasformato un potenziale punto di rottura in un’occasione di continuità e omaggio alla memoria di Frey. Ora, con la consapevolezza dell’avvicinarsi del traguardo, Henley appare sereno: la loro eredità musicale sarà preservata attraverso i concerti, i video e una discografia senza tempo.