La Bibbia di Borso d’Este, uno dei più celebri manoscritti miniati del Quattrocento, è tornata a Modena dopo oltre settant’anni di assenza. L’opera, definita “il libro più bello del mondo”, è ora esposta in una sala del Palazzo dei Musei, sede della Biblioteca Estense Universitaria. Il rientro di questo prezioso volume rappresenta un evento di grande rilievo per la città e per la valorizzazione del patrimonio culturale italiano.

Il ritorno di un capolavoro

La restituzione della Bibbia di Borso d’Este è stata possibile grazie a un percorso conservativo e a una forte volontà istituzionale.

La Bibbia, composta da due volumi e realizzata tra il 1455 e il 1461 per volere del duca Borso d’Este, si distingue per la raffinata decorazione miniata eseguita da artisti della corte estense. Si tratta di un’opera che rappresenta un vertice assoluto dell’arte libraria rinascimentale. Il ritorno del codice avviene dopo un’assenza di oltre settant’anni, periodo durante il quale il manoscritto era stato custodito a Roma presso la Biblioteca Apostolica Vaticana.

Un progetto di valorizzazione

L’evento è stato reso possibile da una collaborazione tra il Ministero della Cultura, il Comune di Modena e la Biblioteca Estense Universitaria. La Bibbia di Borso d’Este è visibile al pubblico in una sala appositamente predisposta presso il Palazzo dei Musei di Modena, dove è possibile ammirare le ricchissime miniature e la raffinata legatura.

Lo spazio espositivo, dotato di controlli climatici e di un sistema di sicurezza avanzato, consente di tutelare la preziosa opera e di offrirne la visione in condizioni ottimali. La Bibbia torna così a essere parte integrante del patrimonio modenese, valorizzando ulteriormente l’offerta culturale della città e la tradizione collezionistica degli Este.

La storia e il ruolo della Biblioteca Estense

La Bibbia di Borso d’Este fu commissionata dal duca di Ferrara Borso d’Este e realizzata, tra il 1455 e il 1461, da un’équipe di miniatori guidata da Taddeo Crivelli e Franco dei Russi. L’opera, composta da oltre mille pagine miniate su pergamena, fu destinata alla cappella ducale di Ferrara ed è considerata tra i massimi esempi della miniatura rinascimentale italiana.

Dopo le vicende della dinastia estense, la Bibbia giunse a Modena con il trasferimento della corte nel XVII secolo e dal 1859 fu inserita tra i beni della Biblioteca Estense, istituzione di fondamentale rilevanza culturale per la città.

Il ritorno della Bibbia di Borso rappresenta anche un’occasione per riscoprire l’importanza della Biblioteca Estense Universitaria, uno degli istituti nazionali più significativi per lo studio della miniatura e della storia del libro antico. La Biblioteca conserva oltre cinquecento manoscritti pregiati e numerose raccolte di oggetti legati alla storia della famiglia d’Este. Il nuovo allestimento dedicato alla Bibbia di Borso d’Este permette al pubblico di ammirare un capolavoro assoluto del Quattrocento e di riscoprire il legame tra la città e la grande tradizione culturale della famiglia d’Este.