La celebre statua bronzea della Minerva torna ad Arezzo in occasione della mostra “La Minerva di Arezzo. Una storia di comunità ritrovata”, in programma dal 15 febbraio al 6 settembre 2026. La Minerva, rinvenuta nel 1541 nella città toscana e simbolo identitario di Arezzo, appartiene alla collezione del Museo archeologico nazionale di Firenze e sarà esposta in prestito presso il Museo Archeologico nazionale Gaio Cilnio Mecenate. L’inaugurazione è prevista per sabato 14 febbraio alla presenza del ministro della Cultura e del sindaco.
La mostra rappresenta il primo appuntamento del progetto nazionale “Semi di comunità – Piano Olivetti per la cultura”, promosso dal Ministero della cultura.
L’esposizione si inserisce in un percorso di valorizzazione e partecipazione culturale, affiancata da un ricco programma di eventi, laboratori per scuole, cittadini, associazioni e professionisti. L’obiettivo è “rafforzare il legame tra patrimonio, territorio e comunità”, restituendo alla Minerva il suo ruolo di catalizzatore di identità, locale e italiana.
Un viaggio nell’identità aretina
La Minerva verrà collocata nella sezione romana del Museo e raccontata attraverso una narrazione immersiva e aggiornata, che ripercorre la sua scoperta, il suo trasferimento nelle collezioni fiorentine – dove è conservata stabilmente – e la complessa storia della sua conservazione. Il percorso espositivo approfondisce inoltre il contesto archeologico in cui fu rinvenuta, individuato nei resti della domus di San Lorenzo, una lussuosa residenza romana databile tra la fine del I secolo a.C.
e l’inizio del I secolo d.C., probabilmente appartenuta a un aristocratico aretino. Alcune sale del museo beneficeranno di interventi di rinnovo strutturale e museografico in occasione dell’allestimento.
Contesto storico dell’opera e precedenti prestiti
Studi recenti collocano la Minerva in un ambito ellenistico, databile ai primi decenni del III secolo a.C., con probabile origine italico o magno-greca. Dopo il ritrovamento nel 1541, l’opera fu acquistata da Cosimo I de’ Medici e collocata nello Studiolo di Calliope a Palazzo Vecchio, per poi essere trasferita al Museo Archeologico nazionale di Firenze. In passato, la statua era già stata concessa ad Arezzo, in occasione della mostra “Minervae Signum – Tesori di Arezzo” del 2017.
L’attuale restituzione segue il successo della “staffetta” culturale inaugurata con il ritorno ad Arezzo della Chimera, esposta nel 2024-2025.
Il secondo appuntamento del Piano Olivetti è finalizzato a estendere il coinvolgimento e la co-creazione con la comunità: sono state lanciate tre call per artisti, designer e orafi, per enti del Terzo Settore locali e per la cittadinanza aretina, con la proposta di realizzare una maquette ispirata alla Minerva e di contribuire alla scrittura della sua didascalia.
La mostra conferma così la Minerva non solo come patrimonio archeologico, ma soprattutto come simbolo vivente dell’identità aretina: una comunità che si ritrova attraverso la storia, l’arte e la cura del proprio passato.