Pappi Corsicato firma un nuovo docufilm intitolato "Il Perugino. Rinascimento Immortale", dedicato alla figura di Pietro Vannucci, celebre pittore conosciuto come Il Perugino. Il progetto, distribuito da Nexo Digital, sarà presentato in anteprima a Perugia e successivamente proiettato nelle sale cinematografiche italiane nelle giornate del 25, 26 e 27 febbraio 2026. Il film si propone di esplorare la parabola artistica e umana di Perugino, dalla sua ascesa tra i protagonisti del Rinascimento fino all'oblio successivo alla sua morte, toccando temi quali l'innovazione, la fortuna e le rivalità.
L'opera, nelle intenzioni di Corsicato, si sviluppa attraverso la presentazione di immagini originali dei principali cicli pittorici di Perugino, arricchite da interviste a storici dell'arte ed esperti, e riprese in luoghi significativi tra Umbria, Toscana e Vaticano. Il regista evidenzia come "raccontare la storia di Perugino significa esplorare gli alti e bassi della fama, la gloria artistica, ma anche le fragilità dell’artista di fronte al potere". Il docufilm mira a mostrare, per la prima volta, il volto meno noto del pittore, indagando anche le ragioni della sua successiva eclisse rispetto ad altri maestri della sua epoca.
La figura di Perugino e la struttura del docufilm
Pietro Vannucci, noto come Il Perugino, originario di Città della Pieve, raggiunse un notevole successo tra la fine del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento, affermandosi come uno dei pittori più richiesti in Italia.
Corsicato descrive Perugino come "una star, amato e ricercato dai più influenti committenti dell’epoca: da Lorenzo il Magnifico ai papi”. Il film adotta una narrazione cinematografica che alterna momenti ricostruiti a testimonianze reali, offrendo uno spaccato sulla vita dell’artista attraverso le sue opere principali e i luoghi che ancora custodiscono tracce della sua attività.
Vengono analizzati i cicli pittorici in contesti cruciali come Perugia, Firenze e il Vaticano. L’attenzione si focalizza sulla fama e sugli incarichi prestigiosi di Perugino, nonché sul confronto con artisti coevi del calibro di Leonardo da Vinci, Michelangelo e Raffaello. L'opera affronta inoltre le ragioni della progressiva perdita di considerazione critica seguita alla sua morte.
Intervengono studiosi che illustrano, con dati e documenti, l'intensa attività della bottega del maestro umbro e il suo contributo al rinnovamento delle arti visive italiane.
Contesto, fortuna storica e opere principali
Il docufilm arricchisce la conoscenza della figura di Perugino attraverso un riferimento alle sue opere principali, conservate in musei e chiese, tra cui la Sala del Cambio di Perugia e gli affreschi in Vaticano. La Sala del Cambio, in particolare, custodisce uno dei più importanti cicli pittorici del Rinascimento, realizzato dal maestro umbro tra il 1496 e il 1500, considerato una delle vette della sua carriera. Il film documenta anche la fase conclusiva della carriera di Perugino, quando la sua arte iniziò a essere percepita come superata e meno innovativa rispetto alle nuove correnti artistiche.
Nel racconto di Corsicato "emerge la parabola di un artista capace di interpretare lo spirito del proprio tempo, che tuttavia non seppe mantenere centrale la propria posizione quando il vento della storia voltò pagina. L'omaggio cinematografico intende quindi restituire complessità a una figura spesso ridotta a comprimario nella grande storia del Rinascimento e stimolare una nuova riflessione pubblica sulla sua eredità artistica". Attraverso preziose testimonianze, immagini d’archivio e riprese nei luoghi originari, il film permette di rivisitare la traiettoria umana e professionale di uno dei maestri più autorevoli e al tempo stesso meno ricordati dell’arte italiana.