La Biennale di Venezia ha ufficialmente presentato i programmi completi dei suoi tre prestigiosi festival dedicati alle arti dal vivo per il 2026. Questi appuntamenti, che si svolgeranno tra giugno e ottobre, promettono di consolidare la centralità del teatro, della danza e della musica nel panorama culturale internazionale, coinvolgendo artisti e compagnie da ogni angolo del mondo in un calendario ricco di eventi multidisciplinari e interculturali.

I Festival 2026: Temi, Direzioni e Protagonisti

Il 54° Festival Internazionale del Teatro, sotto la direzione artistica di Willem Dafoe, si terrà dal 7 al 21 giugno.

L'edizione di quest'anno è intitolata ‘Alter Native’ e vedrà la partecipazione di figure di spicco come il regista greco Mario Banushi, insignito del Leone d’argento, che presenterà la sua celebre trilogia composta da ‘Romance familiare. Ragada’, ‘Good Bye Lindita’ e ‘Taverna Miresia’. Un momento saliente sarà la prima assoluta di ‘I fantasmi di Basile’, opera di Emma Dante, a cui è stato conferito il Leone d’oro alla carriera, ispirata all'opera di Giambattista Basile.

Successivamente, dal 17 luglio all’1 agosto, si svolgerà il 20° Festival Internazionale di Danza Contemporanea, guidato da Sir Wayne McGregor. Il festival esplorerà il tema ‘Time Does Not Exist’, presentando al pubblico il Bangarra Dance Theatre, la prima compagnia composta interamente da danzatori aborigeni australiani, premiata con il Leone d’oro alla carriera.

Sarà presente anche la danzatrice, coreografa e attivista sudafricana Mamela Nyamza, a cui è stato assegnato il Leone d’argento, portando la sua visione innovativa e impegnata.

Infine, dal 10 al 24 ottobre, la scena sarà dominata dal 70° Festival Internazionale di Musica Contemporanea, diretto da Caterina Barbieri, con il titolo ‘A Child of Sound’. Il prestigioso Leone d’oro alla carriera sarà conferito al compositore e performer giapponese Keiji Haino, figura di riferimento nel panorama della musica sperimentale. Il Leone d’argento andrà invece alla compositrice e organista canadese Sarah Davachi, riconosciuta per le sue esplorazioni sonore uniche.

Portata Globale e Sostegno ai Nuovi Talenti

I tre festival offriranno complessivamente 158 appuntamenti, coinvolgendo 470 artisti provenienti da ogni parte del mondo.

Questa ampia partecipazione geografica spazia dall’area del Mediterraneo alla Lapponia, dal Sudafrica alle regioni del Daliangshan in Cina, estendendosi al sud-est asiatico fino al Giappone, Samoa e Nuova Zelanda, sottolineando un profondo dialogo interculturale e una visione globale delle arti.

Un ruolo cruciale è rivestito dalla Biennale College, che continua a rappresentare un'opportunità fondamentale per lo sviluppo di giovani artisti under 30. L'iniziativa ha registrato un notevole interesse, con 1.841 domande di partecipazione giunte da 48 Paesi per i vari bandi. Questi erano destinati a registi, drammaturghi, attori, coreografi, danzatori, compositori, sound artist e performer musicali, con l'obiettivo primario di favorire la realizzazione di progetti a lungo termine e di stimolare un costante rinnovamento nelle pratiche di regia, drammaturgia, coreografia, danza, scrittura e interpretazione musicale.

Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale, ha commentato l'essenza di queste manifestazioni, affermando che «Danza, musica e teatro sono linguaggi che si manifestano nel tempo e nella presenza, determinandosi nella relazione del qui e ora tra artista e pubblico.» Ha inoltre sottolineato come i titoli scelti per i festival – ‘Time Does Not Exist’, ‘A Child of Sound’ e ‘Alter Native’ – siano non solo «dichiarazioni poetiche», ma veri e propri «orientamenti di ricerca del nostro stare al mondo», confermando il loro essere in dialogo, ciascuno con il proprio codice specifico e contribuendo a una riflessione profonda sull'identità e l'ascolto nel tempo contemporaneo.