I BTS, celebre gruppo K-pop composto da RM, Jin, SUGA, j‑hope, Jimin, V e Jung Kook, hanno segnato il loro attesissimo ritorno sulla scena mondiale il 20 marzo 2026. L’evento, “BTS The Comeback live | Arirang”, trasmesso in diretta su Netflix dalla storica Gwanghwamun Square di Seul, è stato celebrato come il “comeback del decennio”. Ha festeggiato l’uscita del nuovo album “ARIRANG”, unendo tradizione e innovazione.

Lo spettacolo si è svolto in una delle location più simboliche di Seul, con la piattaforma superiore del Palazzo Gyeongbokgung come scenografico palcoscenico.

L’apertura, con una solenne coreografia di cinquanta ballerini, ha preceduto l’ingresso degli artisti. Il primo brano, “Body to Body”, ispirato al canto popolare coreano “Arirang”, ha subito impresso un tono emotivo, accolto da una vivace ovazione. La scaletta ha proposto dodici brani, otto dei quali tratti dal nuovo album ed eseguiti dal vivo per la prima volta.

“Annyeonghaseyo! We’re back”, ha dichiarato RM all’inizio dello show, sottolineando il ritorno dopo quasi quattro anni di pausa per il servizio militare obbligatorio dei membri. L’evento ha alternato successi storici e nuove tracce, tra cui la potente “Aliens”, che ha messo in scena temi di costruzione culturale con visual d’impatto, inclusi i geongongamri (trigrammi della bandiera coreana a simboleggiare terra, cielo, acqua e fuoco).

Le performance di hit globali come “Butter” e “Dynamite” hanno generato momenti di energia collettiva.

Nel segmento finale, l’esecuzione di “SWIM” ha evidenziato la maturità artistica del gruppo. “Mikrokosmos” ha creato un finale mozzafiato: i cubi LED si sono illuminati come stelle, espandendosi in proiezioni sulle mura storiche di Gwanghwamun, generando un’atmosfera corale ed emozionante. Il pubblico ha accompagnato attivamente ogni verso, in un’integrazione partecipativa rara negli eventi pop contemporanei.

Gwanghwamun e Gyeongbokgung: tra storia e cultura pop

La scelta di Gwanghwamun Square e del vicino Palazzo Gyeongbokgung come scenografia non fu casuale. Questa cornice ha rafforzato il legame tra i BTS e la valorizzazione del patrimonio culturale coreano.

Il sito, cuore amministrativo e simbolico di Seul, è stato impreziosito da spettacolari illuminazioni e scenografie digitali, evidenziando il dialogo tra memoria storica e spettacolo internazionale. La presenza dei geongongamri nei visual ha sottolineato il tema dell'identità e delle radici, centrale nell'album “ARIRANG” e nella narrazione visiva dell'evento.

L’evento ha attratto decine di migliaia di spettatori dal vivo – si stimano 22.000 seduti nella viewing zone e molti altri collegati tramite grandi schermi. Milioni di persone in tutto il mondo si sono sintonizzate via Netflix, garantendo ampia risonanza internazionale. Le autorità locali hanno implementato un rigoroso dispositivo di sicurezza: chiusure stradali, controlli agli accessi, sospensione dei trasporti pubblici e chiusura temporanea degli esercizi commerciali vicini, per gestire l’evento in sicurezza.

Il ritorno dei BTS: bilancio e prospettive future

La performance di Seul ha segnato il primo grande concerto dal vivo dei BTS dopo una pausa di quasi quattro anni, dovuta al servizio militare obbligatorio dei membri, completato nel giugno 2025. Questo attesissimo “comeback” ha dato il via a un nuovo tour mondiale già annunciato (oltre ottanta date tra Stati Uniti, Europa e Asia), con stime di incassi da record secondo numerosi analisti.

L'album “ARIRANG”, lanciato in concomitanza con il concerto, prende il nome da un canto popolare simbolo dell'identità nazionale coreana. Il disco ha registrato un successo straordinario, vendendo quasi quattro milioni di copie nel solo primo giorno di uscita, a conferma dell'immensa popolarità del gruppo.

Nonostante un infortunio alla caviglia occorso a RM durante le prove – che ha richiesto una leggera modifica delle coreografie – tutti i membri hanno partecipato attivamente allo show, dimostrando notevole determinazione e coesione.

Le istituzioni coreane hanno espresso l'auspicio che iniziative culturali di tale portata possano promuovere la cultura nazionale e il cosiddetto soft power coreano, invitando il pubblico internazionale a scoprire la storia e il patrimonio delle location coinvolte.