Il Metropolitan Opera di New York si trova in una condizione finanziaria allarmante: secondo quanto riportato, la celebre istituzione lirica «ha esaurito un terzo del capitale investito», attingendo dunque al suo fondo patrimoniale per coprire i deficit operativi.
Il dato indica un’erosione significativa delle riserve destinate alla generazione di reddito; il fondo di dotazione, infatti, è concepito per produrre interessi, non per essere utilizzato come riserva operativa.
Contesto e misure adottate
Diverse fonti confermano che il Met ha fatto ricorso all’endowment per far fronte alle difficoltà riscontrate dopo la pandemia, attingendo decine di milioni di dollari e intaccando così una porzione rilevante del fondo.
In aggiunta, sono stati adottati provvedimenti drastici: licenziamenti, tagli salariali per dirigenti, rinvio di nuove produzioni e la riduzione del calendario artistico.
La perdita dell’appoggio finanziario da parte di partner esterni ha aggravato la situazione: un accordo da 200 milioni di dollari, stipulato per garantire stabilità, è stato ritardato, creando incertezza sulle entrate future. In considerazione degli effetti a lungo termine, è stata valutata perfino la vendita o monetizzazione di beni artistici, come i murales di Marc Chagall, utilizzati in passato come garanzia di credito.
Storia e funzioni dell’endowment del Met Opera
Il fondo di dotazione — endowment — del Met comprende centinaia di fondi destinati a scopi diversi, con una politica di spesa approvata dal consiglio di amministrazione che prevede un prelievo del 5% annuo sul rendimento totale.
Negli anni recenti, tuttavia, è stato necessario autorizzare prelievi aggiuntivi ben al di sopra della soglia di legge, fino a 30 milioni di dollari o più, segno di una pressione economica insostenibile.
Un articolo di approfondimento sul panorama post-pandemico osserva che «il fatto che il Met dovrà continuare a prelevare capitale dal fondo, rimarrà poco capitale da cui derivare gli interessi per finanziare la stagione». In sostanza, ogni prelievo straordinario danneggia inevitabilmente il potenziale di reddito futuro e mina il carattere sostenibile del modello finanziario dell’istituzione.
Analoghe dinamiche di insostenibilità economica hanno riguardato anche altre grandi istituzioni liriche, sia negli Stati Uniti sia in Italia, ma nel caso del Met il capitale investito in conto capitale appare ora seriamente compromesso.
In conclusione, il Metropolitan Opera si trova ad affrontare una delicata crisi patrimoniale: l’esaurimento di oltre un terzo del fondo di dotazione, le misure di austerity ormai necessarie, e l’incertezza sugli aiuti esterni indicano una forte pressione sulle fondamenta finanziarie dell’ente.