L'Accademia Nazionale di Santa Cecilia si prepara a un appuntamento di rilievo internazionale nella stagione sinfonica. Il direttore Daniel Harding dirigerà l'orchestra in un programma dedicato a Johannes Brahms, con la partecipazione del pianista Igor Levit. Un evento atteso per la capitale.

Il britannico Daniel Harding, noto per le collaborazioni con l'orchestra romana, dirigerà l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia presso la Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica. Al suo fianco, il russo-tedesco Igor Levit, pianista di fama internazionale, affronterà il Concerto per pianoforte e orchestra n.

2 in si bemolle maggiore op. 83 di Johannes Brahms. Quest'opera è uno dei massimi vertici del repertorio romantico e tra le più imponenti e impegnative. La serata è una rara occasione per ammirare insieme queste due personalità artistiche.

Un appuntamento clou della stagione sinfonica

La scelta di un programma interamente brahmsiano per Harding sottolinea il valore artistico dell'iniziativa. L'incontro tra Daniel Harding e Igor Levit è già definito uno dei punti più alti dell'annata sinfonica romana e richiamerà l'attenzione di pubblico internazionale. La stagione sinfonica 2025-2026 dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, diretta da Michele Dall’Ongaro, conferma la sua ricchezza di appuntamenti con interpreti di primo piano e un repertorio che spazia dalla classicità alla grande letteratura romantica e moderna.

L'Accademia Nazionale di Santa Cecilia: storia ed eccellenza

Fondata nel 1585, l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia è tra le più antiche e prestigiose istituzioni musicali italiane ed europee. Con sede all'Auditorium Parco della Musica, vanta un'orchestra sinfonica e un coro di livello internazionale, con intensa attività concertistica e formativa. La Sala Santa Cecilia si è affermata come centro nevralgico per la musica sinfonica in Italia, ospitando direttori e interpreti di fama mondiale.

Le sue stagioni spaziano dal repertorio classico alle sperimentazioni contemporanee, mantenendo un forte legame con la tradizione. La presenza di artisti come Daniel Harding e Igor Levit rafforza il ruolo dell'istituzione quale capitale della musica colta in Italia.