L'architetta e interior designer pescarese Mara D’Aurelio è stata una delle protagoniste del Fuorisalone 2026, presentando due opere iconiche che incarnano la sua profonda ricerca tra natura, materia e artigianato. L'evento, fulcro creativo della Milano Design Week, si è tenuto dal 20 al 26 aprile 2026 in concomitanza con il Salone del Mobile, animando la città con centinaia di eventi e installazioni. Il tema di quest'anno, “Essere Progetto”, ha invitato a considerare il design come un processo dinamico e aperto alla sperimentazione, capace di generare nuove visioni attraverso il dialogo tra culture e materiali.

Mara D’Aurelio ha espresso la sua soddisfazione: «È stata un’esperienza intensa e stimolante. Il mio lavoro ha suscitato grande interesse da parte di un pubblico eterogeneo e internazionale, permettendomi di raccogliere riscontri molto positivi, soprattutto sulla ricerca materica e sull’identità dei pezzi esposti».

Con il suo brand M’ Atelier, D’Aurelio ha esposto due creazioni distintive al Fuorisalone 2026: una poltrona in legno scolpito a mano, caratterizzata da una lavorazione tramite combustione controllata che ne esalta le texture profonde e tattili, e un cabinet bar che riprende la medesima tecnica sulle superfici esterne, celando al suo interno una struttura tinta di rosso. Quest'ultimo pezzo crea un suggestivo contrasto tra un'estetica esterna essenziale e un interno intimo e narrativo, ideale per custodire vetri e liquori.

D’Aurelio ha evidenziato come il tema “Essere Progetto” rispecchi fedelmente la sua filosofia creativa: «Non concepisco ogni pezzo come oggetto finito, ma come processo ancora visibile, in cui la materia conserva tracce della sua trasformazione. Si conclude un evento che conferma l’esistenza di un pubblico attento, capace di riconoscere e cercare l’unicità. Questo mi dà ulteriore motivazione per continuare a sviluppare un linguaggio progettuale che unisca artigianalità e contemporaneità».

Il Fuorisalone 2026: un crocevia di idee e materiali

Il Fuorisalone si conferma un motore culturale imprescindibile della Milano Design Week, distinguendosi per la sua capacità di coinvolgere un pubblico vasto e diversificato: da creativi e commercianti a studenti, imprenditori e artigiani.

Nell’edizione 2026, Gilda Bojardi, direttrice di Interni, ha enfatizzato l'importanza della qualità delle proposte, affermando: «Evento per tutti. Ora più qualità e meno gadget». Questa dichiarazione sottolinea l'intento di rendere la manifestazione accessibile anche a chi non è strettamente addetto ai lavori. L'offerta espositiva si è dispiegata attraverso installazioni nei chiostri cittadini, spazi riconvertiti come il garage della villa Cernaia a Brera, atelier di mestiere e saloni di rappresentanza, ribadendo il carattere diffuso e inclusivo dell'iniziativa.

Oltre a ospitare le grandi firme del design e le nuove promesse, la rassegna ha dato risalto a percorsi artigianali, installazioni artistiche e progetti di ricerca, come quello di Mara D’Aurelio, stimolando una profonda riflessione sul rapporto tra funzione, bellezza e narrazione.

L'obiettivo degli organizzatori è emerso chiaramente: costruire una piattaforma dove la cultura materiale, la sperimentazione tecnologica e le identità locali possano incontrarsi, offrendo alla città un'occasione di partecipazione trasversale e arricchente.

M’ Atelier: originalità e forza della ricerca materica

L'approccio di D’Aurelio, sintetizzato dal suo brand M’ Atelier, si fonda sull'incontro tra la lavorazione tradizionale dei materiali – dal legno scolpito manualmente alle innovative tecniche di combustione controllata – e l'ambizione di creare opere con una forte identità contemporanea. Questo metodo progettuale valorizza la natura come matrice ispiratrice e lascia sempre tracce evidenti del processo di trasformazione, conferendo a ogni oggetto un carattere unico e irripetibile.

La selezione accurata dei materiali e delle forme è guidata sia da una ricerca estetica raffinata sia dalla volontà di raccontare storie, evocando un senso di essenzialità e una bellezza quasi silenziosa.

La partecipazione al Fuorisalone testimonia il crescente interesse del pubblico per la materia, la manualità e l'autorialità delle opere, elementi distintivi del design italiano. La Milano Design Week 2026 ha riaffermato il ruolo centrale della città nell'innovazione culturale e nel rilancio dei linguaggi progettuali, confermando la manifestazione come un laboratorio aperto per l'emergere di nuovi talenti e per la valorizzazione di realtà consolidate a respiro internazionale.