Il Padiglione russo alla Biennale di Venezia inaugura il 6 maggio alle 17 con un'apertura esclusiva, solo su invito. La performance "The Tree is Routed in the Sky" (l’albero è radicato nel cielo) vedrà trenta artisti internazionali (Russia, Argentina, Brasile, Mali, Messico) esibirsi in musica, arte e letture, dal 5 all'8 maggio. Tra i partecipanti: gruppi musicali russi (Ensemble Toloka, Ensemble Intrada, collettivo Phurpa), Alexey Retinsly, Alexey Khovalg, Alexey Sysoev, Roman Malyavkin, Petr Musoev, Oleg Gudachev, Lukas Sukharev, il produttore brasiliano Jlz, l'artista argentino Jaijiu e il DJ maliano Diaki, noto per la fusione di ritmi africani, folklore russo e musica elettronica.
Dal 9 maggio, apertura ufficiale della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte, il padiglione rimarrà chiuso al pubblico.
Contesto e Reazioni Istituzionali
L'evento si inserisce in un contesto di forte controversia. Il Padiglione della Federazione Russa, presente ai Giardini dal 1914 e di proprietà del governo di Mosca, sarà l'unico padiglione nazionale non accessibile al pubblico durante la 61ª Esposizione Internazionale d’Arte (9 maggio–22 novembre). L'apertura del 6 maggio, "conviviale" e "dedicata esclusivamente alle performance", si svolgerà come previsto. L'installazione include un albero, simbolo ispirato alla citazione di Simone Weil, "l’albero è radicato nel cielo", metafora del legame tra cielo e terra.
L'iniziativa si colloca in un clima di tensioni politiche e culturali. Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha dichiarato la situazione "già chiusa sul piano tecnico" dopo un'ispezione, demandando ogni valutazione a Palazzo Chigi. Giuli ha criticato il presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, per essersi illuso di poter gestire la politica estera, affermando che "il danno d'immagine l'ha causato la Biennale a se stessa". La Fondazione ha chiarito che la partecipazione russa non è stata formalmente invitata né accompagnata da documenti ufficiali. Per conformarsi alle sanzioni europee, la Biennale non ha predisposto alcuna SCIA per eventi pubblici. Il catalogo ufficiale non includerà una sezione dedicata alla Russia, la cui partecipazione è in fase di approfondimento normativo. La decisione di non aprire il padiglione al pubblico, pur permettendo una performance privata, rappresenta un compromesso tra autonomia artistica e rispetto delle sanzioni politiche.