Cate Blanchett è stata protagonista il 17 maggio 2026 di un incontro al Festival di Cannes. Nel Rendez-vous, moderato da Didier Allouch, l’attrice ha affrontato temi cruciali: dal ruolo del cinema ai rischi dell’intelligenza artificiale, dal movimento #MeToo all’emergenza rifugiati e alla condizione delle donne nell’industria cinematografica.
L’incontro ha preso avvio con il Displacement Film Fund, iniziativa per cineasti rifugiati sostenuta da Blanchett. L’attrice, Goodwill ambassador dell’UNHCR, ha evidenziato l'aumento dei rifugiati, aggravato dai cambiamenti climatici, definendole "le due maggiori sfide" attuali.
Festival, dibattito pubblico e #MeToo
Blanchett ha descritto i festival come "banchi di ghiaccio", luoghi cruciali di discussione. Ha sottolineato come spesso diventino l’unico spazio per affrontare apertamente tematiche globali come guerre e genocidi, evidenziando l'importanza di mantenere queste questioni all’attenzione pubblica. Ha auspicato maggiore trasparenza nelle interrogazioni parlamentari per la ricerca di soluzioni.
La riflessione sul movimento #MeToo è stata molto sentita: Blanchett ha dichiarato che "è stato ucciso molto rapidamente". L’attrice ha evidenziato come l’emersione di abusi sistemici abbia incontrato ostacoli, con tentativi di "insabbiarlo invece" di risolverlo. La fine prematura del movimento sarebbe dovuta all’incapacità del settore di proporre soluzioni concrete.
Donne nel cinema, intelligenza artificiale e mestiere d’attrice
L’interprete ha poi riflettuto sulla necessità di una maggiore presenza femminile sui set e sull’urgenza di affrontare il gender pay gap, sottolineando come i set restino prevalentemente maschili e ciò influenzi la creatività.
Sul fronte dell’intelligenza artificiale, Blanchett ha espresso preoccupazioni legate all’uso di opere, musiche e immagini senza consenso esplicito. Ha spiegato di collaborare a un progetto non a scopo di lucro per la tracciabilità delle opere e ha auspicato l’introduzione di leggi precise "in modo che l’innovazione possa coesistere con la creatività umana". Ha chiarito di non usare l’IA nella sua vita quotidiana.
Rispondendo alle domande del pubblico, Blanchett ha approfondito il lavoro dell’attore. Ha spiegato che i personaggi lasciano una traccia positiva e che è un dono vedere il mondo attraverso gli occhi di qualcun altro, sottolineando l'importanza dello scambio empatico. Ha definito i ruoli complessi e appaganti come quelli che "fanno crescere il tuo cuore e naturalmente ti fanno affinare la tua tecnica di attore".