È scomparso a Roma, all'età di novant'anni, Giacomo Piperno, attore e doppiatore la cui lunga e poliedrica carriera ha lasciato un segno indelebile nel panorama artistico italiano. La notizia della sua morte, avvenuta al Policlinico Umberto I, è stata annunciata dai figli. Nato nella capitale il 20 gennaio 1936 in una famiglia ebraica, Piperno visse un'infanzia segnata dalla storia, riuscendo a sfuggire alle deportazioni durante la Seconda guerra mondiale e trovando rifugio in Svizzera con i suoi cari nei giorni del rastrellamento del ghetto di Roma.

Una carriera eclettica tra grande e piccolo schermo

Il debutto artistico di Piperno avvenne nel 1960 con una partecipazione televisiva in ‘Tenente Sheridan: una gardenia per Helena Carrel’. La sua carriera prese slancio con il film ‘Commandos’ del 1968, segnalando l'inizio di una presenza costante e apprezzata su grande e piccolo schermo. La sua straordinaria versatilità gli permise di spaziare con naturalezza tra ruoli drammatici, storici e comici, dimostrando notevole capacità interpretativa. Tra le sue performance più memorabili si annoverano ‘Sacco e Vanzetti’ di Giuliano Montaldo e ‘Rugantino’ di Pasquale Festa Campanile. Piperno collaborò anche con Roberto Benigni, recitando in ‘Tu mi turbi’ (nell’episodio “In banca”) e in ‘Il piccolo diavolo’.

La sua filmografia vanta inoltre partecipazioni a opere di registi di spicco come Giuseppe Tornatore (‘Il camorrista’), Ettore Scola (‘Splendor’), Gianni Amelio (‘Porte aperte’) e Daniele Luchetti (‘Il portaborse’), a testimonianza della sua impronta nel cinema italiano.

Il talento nel doppiaggio e le presenze televisive

Oltre al suo impegno cinematografico, Giacomo Piperno fu una figura di rilievo anche in televisione e nel doppiaggio. Nel corso della sua carriera televisiva, prese parte a numerose serie e miniserie, tra cui spiccano ‘Napoleone a Sant’Elena’ e ‘Caterina e le sue figlie’, dove interpretava il marito del personaggio di Iva Zanicchi. Il suo talento vocale si manifestò appieno nel doppiaggio: tra gli anni Sessanta e Ottanta, Piperno prestò la sua voce inconfondibile a celebri attori internazionali del calibro di Gene Hackman e Philippe Leroy.

Questo contributo fu fondamentale per rendere molti personaggi del cinema straniero riconoscibili e apprezzati dal pubblico italiano, arricchendo il panorama artistico nazionale. La sua professionalità e rara capacità di adattamento lo hanno reso una figura di riferimento, la cui scomparsa lascia un profondo vuoto nel mondo dell'arte e dello spettacolo.